La Fondazione VULCI, il Comune di Montalto di Castro, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologica Belli Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, presentano la mostra In terra di Vulci con le opere degli artisti Pasquale Altieri, Paolo Buggiani, Tommaso Cascella, Massimo De Giovanni, Eva Gerd, Carmine Leta, Samuele Vesuvio, Mara van Wees, Paul Wiedmer. A cura di Francesca Perti, progetto espositivo di Mara van Wees.

Con In Terra di Vulci si giunge alla quarta edizione del progetto artistico-culturale promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Montalto di Castro. La proposta 2020 è una mostra itinerante che si svolge in tre sedi diverse, tre luoghi significativi del passato e del presente del territorio: il sito archeologico di Vulci rappresenta la splendente civiltà etrusca e romana, il borgo medioevale di Montalto di Castro è il luogo dove, nei secoli bui e di brigantaggio spietato, la popolazione trovava sicurezza dentro le mura, mentre il borgo agricolo di Pescia Romana è il simbolo della bonifica agraria e del riscatto economico e sociale che ne seguì. Gli artisti che aderiscono al progetto In Terra di Vulci,ciascuno con il proprio linguaggio e con un modo peculiare di interpretare i luoghi espositivi, sono stati invitati per il loro legame con laTuscia. In particolare si segnala la presenza e collaborazione degli artisti della Serpara, giardino di sculture a Civitella d’Agliano.
La Domus del Criptoportico nel Parco di Vulci, fondale di grande suggestione, è il luogo ideale per ospitare un dialogo tra il tempo, la storia e i linguaggi dell’arte contemporanea. Nelle sue stanze a cielo aperto, Pasquale Altieri istalla Poema, Paolo Buggiani lascia libero i suoi coccodrilli nelle stanze della Domus, alla quale Tommaso Cascella con la sua cupola Cielo da una copertura immaginaria, mentre Massimo De Giovanni “abbandona” un grande scudo come un guerriero della tomba di Francois. Eva Gerdcon ossa di animali crea Impronte Spigolose, Carmine Leta con la sua Grande Moebius disegna la skyline di Vulci e Mara van Weespropone Cosma, un mosaico contemporaneo composto da scarti di materiali edili.

Il Borgo di Montalto di Castro, centro storico tuttora vivacemente abitato, racconta i suoi secoli passati con viuzze, piazze, passaggi coperti, chiese e palazzi storici. Pasquale Altieri si trasferisce nei locali ex-Shell che trasforma in un luogo di cura dell’anima. Eva Gerd, tessa su una vecchia grata Confessioni Mutee, in un angolo tra le viuzze, appende Desiderio Sospeso. Carmine Leta trova la felice sistemazione sul retro della chiesa di Santa Croce per la sua Genesi e fa svettare la sua Promessa nei cieli di Montalto da un belvedere. Samuele Vesuvio, dall’istallazione Tefra, approda alla grande piazza Felice Guglielmi, una volta piazza d’armi, facendo fuggire la sua Principessa dal balcone perché la vuole donna libera. Mara van Wees costruisce con dei prisma una Torre e il suo File Rouge M segnala il percorso espositivo. Paul Wiedmer disegna con le sue linee colorate la presenza discreta di ospiti in luogo carico di memoria. 

Il Borgo Nuovo di Pescia Romana è un esempio architettonico e artistico della bonifica agraria del dopoguerra, una bonifica che ridisegnò territori e proprietà. La chiesa San Giuseppe Operaio, a pianta esagonale, ha un soffitto affrescato da Anna Maria Cesarini Sforza e su un grande piazzale una fontana composta da masse pietrificate di Pietro Cascella e Mara van Wees espone Men at Work. 

Il Borgo Vecchio si sviluppa già dal 1700 ed oggi sta prendendo sempre più piede la sua vocazione turistica balneare. Pasquale Altieri si ritira nel ex-edicola che, con ogni pensiero vola, trasforma in voliera; Paolo Buggiani, con il suo Coccodrillo in latta, si confronta con quelli gonfiabili per il mare, esposti nei negozi di fronte. Il Totem di Tommaso Cascella sovrasta chiunque e incute quasi inquietudine. Massimo De Giovanni in questa terra agricola propone la Ruota della Preghiera.  Il Fauno di Carmine Leta, dal suo piedistallo, saluta, all’uscita del borgo, chi parte. Le Farfallegemelle bianche e nere di Mara van Wees riportano all’optical art come i marciapiedi della piazza centrale.