Nel settembre 2018, lontano dai riflettori, Banda del racconto sbarcava alla RSA “Viterbo” de La Quercia. Su proposta dell’istituzione stessa, del direttore sanitario dottor Alessandro Compagnoni e in particolare del team professionale di terapisti occupazionali e fisioterapisti, vera anima del progetto: Anna Clementi e Sonia Sessa, Alessandro Piergentili e Alessio La Morgia.

Per fare ciò che, dopo tanti anni d’esperienza, Banda sa fare meglio: ascoltare, raccogliere, trasformare e restituire pubblicamente le storie di vita degli ospiti della Residenza sanitaria assistenziale viterbese. Secondo un’intuizione originaria, semplice e penetrante: che raccontare ed essere ascoltati allunghi la vita, ne migliori la qualità. Eserciti e fortifichi la memoria e quindi senso di identità e della dignità personale. Narrazione come terapia, dunque.

Sabato 16 marzo l’attività di Banda del racconto culminerà con la consegna ufficiale alla direzione della RSA di tutto il materiale audiovisivo raccolto come primo tesoro per la costituzione di un archivio-memoria permanente dell’istituzione.

Ma soprattutto con una mostra di ritratti delle narratrici e dei narratori ed un racconto-restituzione a cura di Antonello Ricci con letture di Pietro Benedetti (e qualche altra sorpresa…) sull’esperienza e il lavoro di questi mesi. L’iniziativa sarà aperta al pubblico, e la città tutta è invitata a partecipare. Saranno presenti in sala gli apprendisti del master Dibaf-Unitus per “Narratori di comunità” (il pomeriggio è inserito nelle attività didattiche relative).

Commenta con il tuo account Facebook