VITERBO – “Fintanto che l’uomo continuerà a distruggere senza sosta tutte le forme di vita, che egli considera inferiori, non saprà mai cos’è la salute e non troverà mai la vera pace. Gli uomini continueranno ad ammazzarsi fra loro fintanto che massacreranno gli animali. Colui che semina l’uccisione e il dolore non può raccogliere la gioia e l’amore”. Questo scriveva Pitagora nel 570 avanti Cristo riguardo la caccia ed i suoi sostenitori. Parole che 2500 anni dopo, sposano ancora alla perfezione la personalità e la vigliaccheria di chi, per pura sete di sangue, uccide qualsiasi forma di vita giustificandola nei modi più disparati.

Piena solidarietà quindi ai volontari che Domenica scorsa, sfidando la violenza degli sterminatori, si sono adoperati affinchè, la loro passeggiata rumoreggiante, riuscisse a porre in salvo centinaia di animali indifesi. Mi sento altresì in dovere di elogiarli e di consigliare loro di non tener conto degli insulti ricevuti sui social ad opera di chi non ha altro modo per esprimere tutta la sua nullità se non imbracciando un fucile o rifugiandosi dietro ad anonime offese gratuite. Il cacciatore, dicono gli specialisti è di per se un frustrato che non potendo manifestare la sua superiorità nel normale svolgimento della vita quotidiana e non trovando miglior appagamento, si ciba, appena ne ha occasione, di sangue altrui per colmare tutte le sue voglie di impossibile superiorità, e per giustificare l’inettezza quotidiana, sfoggiando una lista di patologie talmente estesa da far impallidire anche il povero Freud. Quindi 10, 100, 1000 volontari come quelli appartenenti all’Associazione “Animalisti Italiani” di Sutri, che, armati solo di coraggio e di sana volontà, hanno rovinato la ciclica sagra dei distruttori domenicali della fauna.

Leonardo De Angeli

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