Chi pensa al Panathlon Club International come un’associazione autocelebrativa che solo si dedica a premiazioni e riconoscimenti di atleti del passato e qualche volta del presente, si sbaglia.
Il Panathlon International ha nel suo DNA la missione di mantenere la purezza dell’etica sportiva, quindi intervenire in ogni dove la pratica sportiva non solo sia dannosa moralmente, ma fisicamente.
E’ stato appunto il Convegno organizzato dal Panathlon Club di Viterbo, diretto dal Presidente dr. Angelo Landi, e del suo Club Junior giovedi sera 23 maggio a Viterbo con il titolo: “Prevenzione e Sport”.
Relatori la dr.ssa Francesca Iacarelli, osteopata che ha tenuto una diffusa prolusione sulle conseguenze di una scorretta ed inadeguata pratica sportiva, poi la Dr.ssa Vanessa Poscia che ha argomentato circa la valenza psichica dell’agonismo sportivo, quindi il Dr. Simone di Serio, fisiotaerapista, ed il Dr. Paolo Cercola che si è diffuso anche sul problema dell’agonismo visto come “mestiere” e non come diporto (dal che derivata la parola sport).
Erano presenti medici della nostra città interessati alle dinamiche dell’attività sportiva dei cittadini, che, come ricordato, nelle varie prolusioni, deve essere personalizzata per ogni soggetto. Infatti, praticare uno sport, anche molto amato da qualcuno, non potrebbe essere il meglio per il suo stato fisico, anzi dannoso. Farsi visitare da un medico specialista in medicina sportiva dovrà essere seriamente fatto da chiunque voglia intraprendere un’attività sportiva, anche non agonistica. Potrebbe pure accadere che l’attività sportiva alla quale si voglia dar seguito sia un danno delle condizioni fisiche, mentre un’altra no.
Ha preso la parola il socio Panathlon di Viterbo Sen. Pollastrelli che ha riferito che nel suo noto centro sportivo, la condizione fisica dell’atleta è attentamente esaminata. L’atleta Michele Pennacchietti, nostro concittadino, campione della particolare specialità di Arti marziali “Muhai Thai” ha lamentato il completo disinteresse delle autorità amministrative cittadine e della stampa sui suoi risultati a livello internazionale.
Un sommesso consiglio per le redazioni dei nostri giornali locali: dotarsi di informazioni su tutti gli sports “minori” che poi sono la maggioranza dei praticanti attivi e darne informazione. Non si vive di solo calcio!
​In definitiva, è emerso che per la corretta pratica sportiva accanto alla passione di praticare una certa disciplina, non deve mancare un controllo medico preventivo di compatibilità con il proprio fisico. Vi immaginereste la futura salute di un praticante di bob con problemi alla colonna vertebrale o di un cardiopatico in una corsa di velocità?