Massimiliano Moras è il nuovo allenatore della Viterbese Primavera. E’ lui il nome individuato dal club di via della Palazzina per succedere a mister Pesoli approdato in prima squadra.

Il profilo – Il 55enne tecnico friulano si è formato nelle compagini dilettanti della propria regione (con una serie D alla giovane età di 33 anni a Sedegliano) prima di entrare per tre stagioni Rappresentativa Nazionale di Lega Pro al fianco di Valerio Bertotto. Insieme arriva l’esperienza in Lega Pro alla Pistoiese. Nella stagione 2020-2021 guida l’under 19 dell’Udinese nel campionato di Primavera 2. Lo scorso anno torna in serie D sulla panchina del Cjarlin Muzane.

Lo staff – Tra i collaboratori di Moras entrerà anche Alessandro Manni. Per lui si tratta di un ritorno dopo l’impegno con l’Under 17 regionale nella scorsa stagione.

Le sue prime parole: “PER ME LA VITERBESE UNA GRANDE OPPORTUNITA’

Mister Moras, benvenuto a Viterbo. Una chiamata inaspettata quella della Viterbese?
“Principalmente inaspettata. Quando sei fermo non vedi l’ora che suoni quel telefono. Dopo che mi è arrivata la chiamata della Viterbese ho preso la macchina e sono partito. Per me è una grande soddisfazione ed opportunità esser rientrato nel mondo professionistico”.

Bella eredità quella lasciata da Emanuele Pesoli però si subentra in una squadra nei primi posti della classifica.
“Bella ed importante. La difficoltà è senza dubbio quella di continuare un percorso fantastico come quello tracciato da Pesoli. Gli ho fatto i complimenti per la predisposizione ad allenarsi lasciata ai ragazzi”.

Mister conosce già la squadra oltre ad averla allenata in questo primo inizio di settimana?
“Come ho detto prima ho trovato un gruppo di ragazzi eccezionali. Sarà dura la domenica lasciar fuori qualcuno solo per la grande applicazione che ho visto in questi primi due allenamenti. Ringrazio la società per lo staff che mi ha messo a disposizione. Alessandro Manni non può essere considerato un vice e la sua preparazione va sfruttata in tutti i modi. Per non parlare degli altri collaboratori come Federico Medori, il preparatore atletico Luca Lupi e quello dei portieri Giulio Di Antonio. Si è creata una grande empatia subito con tutto lo staff che mi fanno pensare che non ho fatto la scelta sbagliata a venire ad allenare a 600 km da casa”.

Cosa può dare un allenatore per completare eventualmente un giocatore sulla soglia del professionismo dei grandi?
“Bisogna cercare di fare un lavoro con loro a 360 gradi. Creare una mentalità per far preparare i ragazzi a diventare professionisti. Poi completare il lavoro sul campo. Ho trovato 23 ragazzi di una disponibilità unica”.

Domenica esordio davvero interessante contro un rivale diretto di classifica come il Pisa.
“Il campionato l’ho seguito, vedo che ci sono molte squadre organizzate. La Lazio sta ritornando, la Ternana anche è una buona squadra. E’ bello iniziare con una partita del genere contro il Pisa perché ci rituffa a tutti dentro il campionato”.

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