SORIANO NEL CIMINO – I Virus, archiviano il 2018 con la sesta W stagionale ai danni di Orvieto e brindano ad una posizione in classifica stabile e soleggiata nella prima colonna del paginone. Coach Azzoni, confortato dai risultati del girone di andata, era comunque certo di mangiare il panettone, ma ci stava da vendicare la sconfitta subita al palaghiaccio di Bagnoregio e il roster di giornata prevedeva molte incognite, con le assenze di capitan Damiani (sostituito in questo ruolo dal decano Giacci) e Fatiganti, con Linfazzi ancora ai box e il rientro del doc Angrisani, assente da diversi cicli lunari. In compenso Orvieto si presentava senza il suo uomo più rappresentativo (che all’andata aveva messo nella giberna metà del bottino dei suoi) e con soli sette baldi giovani a referto. L’avvio, dopo una fiammatella orvietana, era comunque uno showtime personale per Samuele Rossi, che dopo aver oliato i ferri nelle ultime uscite in giro per la verde Umbria, faceva un morto ogni volta che alzava la manina. Nella riga dello scout del play/guardia cimino una fila interminabile di due e di tre e alla prima sirena, del 21-15 per i Virus, ben 17 punti erano suoi.

Ovviamente, il coach ospite rispolverava subito dal suo manuale il capitolo “box and one” e l’equilibrio si ristabiliva all’insegna di un corri e tira generale che contribuiva a far riposare l’ottima coppia arbitrale e che, all’intervallo lungo, portava il punteggio sul 40-37. Azzoni, giustamente, era preoccupato, perché Orvieto, nonostante la canzoncina suonata dai neroverdi, non voleva chiudere gli occhietti; peraltro, i suoi tremori si giustificavano con un inizio di terzo quarto disordinato e abbastanza sterile, con i locali a sbagliare l’impossibile, imitati fortunatamente anche dai ragazzi di Orvieto. In tutto questo, in dieci minuti assai dimenticabili, se non fosse per un paio di conigli tirati fuori dalla valigetta di doc Angrisani, non succedeva praticamente nulla e alla boa del terzo giro di lancette la barca dei Virus transitava in testa con gli ospiti ancora alle calcagna (55-52).

All’inizio dell’ultimo quarto, inizialmente, sembrava che Soriano avesse trovato il bandolo della matassa e, con qualche recupero malandrino di De La Rosa e Rossi, portava il vantaggio in doppia cifra (64-54). A quel punto, quando in tribuna il buon Roberto Costantini, nella sua diretta social, si sbizzarriva in entusiastici eloqui con la bocca ancora impastata dalla consueta razione di popcorn gentilmente offerti dalle tifose cimine, Soriano spegneva i motori e cominciava a planare verso la sirena finale. Ma i calcoli erano sbagliati e Orvieto, grazie a qualche buon contropiede, si rimetteva in scia, impattando addirittura a quota 67. Per fortuna, Isidori e Rossi tornavano a far frusciare il macramè dall’arco lungo e Felici intercettava ogni arancia nei pressi dei cristalli, con l’ovvia conseguenza che, al buzz definitivo, Soriano si trovava davanti 73-69. Non abbastanza per ribaltare la differenza canestri dell’andata, ma “ottimo e abbondante” per chiudere col sorriso una giornata che era già cominciata bene dalle parti di viale Ernesto Monaci, con gli aquilotti dei Virus che avevano servito i frittelloni caldi ai pari età di Civita Castellana, battuti 28-19. Prossimo appuntamento nel 2018, l’11 gennaio i Virus misureranno le loro rinnovate ambizioni sul difficile campo del Foligno Basket.

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