Così il Sindaco Vittorio Sgarbi in una nota:

«All’inutile, clandestino, movimento popolare, senza rappresentanza elettiva, e all’inetto, impotente Vettori, eletto nelle liste di “Rinascimento” e traditor, senza partito e senza gruppo, autonominatosi membro di un gruppo misto di cui è il solo membro e in esso si esaurisce, devo ribadire che, oltre a essere clandestini, fuorilegge e diffamatori, non sono evidentemente in grado, per inadeguatezza, di intendere il mio pensiero sul passaggio delle auto nel centro storico, che è stato rappresentato, in modo chiarissimo, nella nota inviata agli esponenti della giunta, e anche ai giornali, due giorni fa, dopo la sperimentazione inutile dei semafori, sui quali il sedicente movimento popolare ha fatto la consueta diffamatoria confusione.

Queste le mie parole e le conseguenti decisioni che si tradurranno in delibera. Tutto il resto sono balle, flatulenze e invenzioni.

È evidente che, nel prendere una decisione, si possano fare alcune prove, che rimangono tali.Il resto è strumentalizzazione di menti ottenebrate e piccoli traditori, come il consigliere di “Rinascimento” Vettori. Eccole:

Dopo le sperimentazioni, valutate con la giunta e con gli esponenti della maggioranza, e dopo le giornate di traffico regolamentato dai semafori, il sindaco ha tratto questa semplice conclusione: il traffico, così com’era nell’orientamento precedente, benché illogicamente rovesciato, deve restare, per fluidità, a senso unico.

Le automobili sulla Cassia devono entrare a senso unico anche nel tratto fino alla chiesa cattedrale e proseguire, sempre a senso unico, per via Picari. Le automobili che sostano a piazza Pisanelli, dopo 1 ora gratuita, a 0,50 euro all’ora o a 3 euro al giorno, usciranno da via Pisanelli, mantenendo il senso unico di marcia, verso porta Morone.

Appare evidente che, sia rispetto agli esercizi commerciali, sia rispetto alla fluidità della viabilità, il semplice rovesciamento del senso di marcia non può comportare alcun disagio ai cittadini, ma agevola notevolmente l’accesso alla cattedrale e a palazzo Doebbing, e consente una percezione corretta del centro storico e degli edifici,nella giusta direzione e in rapporto con il paesaggio circostante.

La città ritrova la sua dignità, senza alcun turbamento per i cittadini; e non saranno consentite inutili strumentalizzazioni, cercando soluzioni improbabili e fumose. Ringrazio gli assessori e i consiglieri della maggioranza“.

E dirò di più. Che la misura è colma; e che il mio esclusivo interesse è la dignità di una città che non si sarebbe dovuta, e non si dovrebbe, umiliare a far entrare i veicoli dalla parte posteriore, in modo irragionevole e mortificante. Se il buon senso e la giusta direzione non piacciono, sono pronto a ripristinare la precedente direzione di marcia da porta Morone, per non turbare le abitudini della popolazione, neanche in nome del buonsenso.

 

Di fronte alla logica, non mi piacciono le ampollose proposte di “elaborazione di un Piano Generale per il Traffico Urbano (tutto con le maiuscole, per darsi delle arie e non fare nulla), né la retorica di una “città rispettosa dell’ambiente e impegnata nel risparmio energetico”. Se così dovesse essere, basterebbe semplicemente chiudere il centro storico al traffico.

 

Non capisco cosa c’entrino le “piste ciclabili” con il senso di marcia nel centro storico. E non posso accettare che chieda di rispettare le supposte abitudini dei cittadini chi invoca, in nome della consueta retorica della “qualità della vita”, ”un master plan per la mobilità a Sutri che cambi rapidamente le abitudini dei cittadini e restituisca alla città la sua naturale vocazione”. Quale? Una grande malinconia.

 

E ricevo critiche, minacce, insulti, oltre alle mistificazioni del sedicente movimento popolare. C’è anche un’altra, radicale e facile, soluzione: in alternativa alla semplice inversione di marcia, prendo atto della inutilità del mio tentativo, ripristino il senso di marcia che tanto piace all’opposizione, chiudo palazzo Doebbing, ed evito di mettere più piede a Sutri, tenendomi ben lontano dal centro storico dove pascolano capre come Vettori, con le loro minacce e i loro insulti.

 

In ogni caso, prima di decidere, anche per misurare la forza del movimento popolare e degli altri fastidiosi insetti, indirò un referendum popolare sul gradimento dei cittadini per la mia persona e per la mia opera di sindaco, nei giorni 19 e 20 gennaio, per valutare se dimettermi il 1 Febbraio, o continuare, senza intralci e senza inetti, a essere il sindaco di Sutri. Non perdendo tempo in inutili polemiche»

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