Quelle che vi proponiamo (https://www.youtube.com/watch?v=c3XlPlTgj8M) sono le immagini in bianco e nero della Processione del Cristo Risorto di Tarquinia dell’Aprile del 1929 custodite nell’archivio dell’Istituto Luce Cinecittà, sequenze video che oggi appartengono al patrimonio storico, culturale e religioso della nostra Italia.

Non sappiamo quanti ultracentenari siano ancora viventi per scientemente ricordare di aver vissuto da vicino quella realtà, di aver avuto fin da bambino il fiato mozzato da quel correre veloce di una statua dal volto sorridente e che, con il braccio alzato verso il cielo, infondeva perdono, speranze e tranquillità.

 

E’ senz’altro uno degli eventi religiosi legati alle tradizioni popolari tra i più suggestivi, se non l’unico, che hanno luogo in Italia nel giorno di Pasqua. Un evento che è un’eredità della quale le attuali generazioni possono “godere” grazie a chi è riuscito a perpetrarla nel tempo nonostante non esistano più e che non conosceranno mai. È la festa più attesa e coinvolgente della città che si affaccia sulle sponde del Mar Tirreno.  Avvenimento emozionante e spettacolare (una volta si svolgeva il sabato) che vuole conclamare il “trionfo” della Resurrezione di Cristo, della Vita, sia essa terrena che eterna. La notizia che a causa della pandemia la processione del pomeriggio di Pasqua quest’anno non si farà, in molti strati della popolazione sta generando più depressione di quanto la stiano provocando le misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19. Non poche le telefonate che sono piovute alla nostra redazione.

 

La Statua lignea del Redentore – un’opera ottocentesca di Bartolomeo Canini su un bozzetto in gesso dello scultore Pietro Tenerani – ogni anno, fin dagli inizi del XIX secolo, è trasportata a spalla a passo di corsa, sostenuto dalle note di una marcia trascinante, tra le vie della città ed è preceduta da dieci Croci, adornate con ghirlande floreali, e dagli “Sparatori” che, con le “doppiette maremmane”, esplodono verso il cielo fiumi di coriandoli multicolore.  E’ “… il Cristo Risorto che molleggia, portato a spalla, sopra un mare di teste, come nave in mezzo alla burrasca”, così stigmatizzava il poeta e scrittore del novecento Vincenzo Cardarelli  nel “Sole a Picco”.

 

Il mare, su questo lembo di terra della maremma non manca e quest’anno purtroppo neanche la burrasca dai venti assai tempestosi. Per questa processione a Tarquinia è sovvertito anche il senso di un noto e antico adagio: “A Natale con i tuoi, a Pasqua con chi vuoi”. Qui, in questa città dalle vestigia etrusche e medioevali, tutto è capovolto. Perché a Natale il tarquiniese potrebbe trovarsi anche al Polo Nord ma a Pasqua no ! Ora rassegnarsi soltanto a ricordare la Processione del Cristo Risorto con i tratti sbiaditi che spesso la memoria ha, rimane per tutti assai difficile. Di fatto è uno dei simboli della Città nel mondo insieme ai Cavalli Alati.

 

Non vogliamo spingerci oltre in considerazioni, tra fioretti, promesse, ex-voto e richieste di grazia, che ci porterebbero lontano per un evento capace di trascinare ed unire, quasi come un miracolo, credenti e non e cittadini appartenenti a qualsiasi fede politica, né andare contro ai giusti provvedimenti delle autorità governative, regionali, comunali e, in questo caso, anche religiose.  Non vogliamo chiedere che ad ogni costo sia fatta svolgere, contro ogni logica evidenza, una processione, ma un atto simbolico si.

 

Pensiamo sia possibile valutare l’eventualità di far percorrere, sotto il monito imperativo di #IoRestoaCasa, un centinaio di metri alla Statua del Cristo Risorto. È la distanza che separa la Chiesa di San Giuseppe, dove il simbolo della Resurrezione è custodito, da quel preciso spazio posto tra l‘arco del Comune e la fontana monumentale di Piazza Matteotti. Qui la statua viene fatta roteare, al termine del tradizionale percorso cittadino, fino a fermarla a guardare il mare, dall’alto della collina, nell’atto di benedire le campagne, non solo quelle di Tarquinia ma anche le altre di tutto il mondo al là degli oceani. E a Tarquinia, in un contesto economico prevalentemente agricolo, la benedizione pasquale delle campagne è stata sempre particolarmente sentita.      

 

Sarà una piazza vuota che a tratti potrà ricordare quella della Basilica di San Pietro con il Papa di qualche giorno fa, ma animata, oltre che dalla statua, dai rintocchi cadenzati della campana maggiore della Torre dell’Orologio del Palazzo Comunale e da quelli a festa di tutte le Chiese della Città.

 

Non ci saranno ammassate quelle decine e decine di migliaia di persone che ogni hanno, da sempre, giungono a Tarquinia nel giorno di Pasqua. Le Web-Tv e le testate giornalistiche locali potrebbero unirsi in una cordata per trasmettere in sinergia con il Comune di Tarquinia la diretta video della rappresentazione al fine di farla arrivare sui computer, i cellulari e le Tv nelle case dei tarquiniesi e non solo. Così come già sperimentato e fatto in questi ultimi anni e sin dai tempi  (fine degli anni ’70) da una delle prime televisioni private in Italia, la locale Tele Pegaso (la piccola Rai come era definita a quei tempi) che irradiò in mezza nazione le prime immagini in diretta della Processione del Cristo Risorto.

 

Nel corso di quasi due secoli la processione raramente non si è svolta vuoi a causa del maltempo o durante gli eventi bellici, quando le bombe che cadevano dal cielo finivano sulle teste delle persone e oggi a causa di “un’ordigno invisibile” vengono colpiti direttamente i polmoni della gente.

 

La rappresentazione simbolica che, come Associazione Oltrepensiero (editrice della Rivista telematica OltrepensieroNews) lanciamo come idea, pensiamo non possa violare disposizioni previste da decreti nazionali ed ordinanze locali, né si dovrebbero sovvertire decisioni già prese. Siamo certi si possano trovare le giuste ed adeguate soluzioni per attuarla in tutta sicurezza senza che si creino occasione di contagio virale e nella certezza che il popolo di Tarquinia non creerà alcun problema di ordine pubblico sotto il segno della devozione al Cristo Risorto e all’imperativo  #IoRestoaCasaConIlCristoRisorto

 

La diretta streaming è in fondo rivolta a tutti gli italiani residenti all’estero con peculiare riferimento a coloro che sono nati o hanno vissuto per lungo tempo nella Città di Tarquinia e soprattutto a chi, affettivamente coinvolto da questo rito pasquale (anche quest’anno seppur in un eventuale forma simbolica), è impossibilitato ad assistervi personalmente per qualsiasi ragione o per motivi di salute e che si trova negli ospedali, in istituti di assistenza o nelle proprie stesse abitazioni come tutti in questo periodo di emergenza epidemiologica da Covid-19.

 

Facciamo appello al Vescovo Luigi Marrucci, al Sindaco Alessandro Giulivi e all’Amministrazione Municipale, al Consiglio Comunale, all’Associazione Fratelli del Cristo Risorto e alla sensibilità della Prefettura e della Questura di Viterbo.