Il sentiero percorso da Giuseppe Festa per diventare autore per ragazzi è disseminato di indizi e suggerimenti. Il primo è un cartello, un annuncio nei corridoi dell’Università sbagliata, alla Facoltà di Ingegneria dove si è iscritto a 20 anni. Su questo cartello, in questa Università che Giuseppe percorre a fatica, c’è il primo suggerimento: ”Cercasi guardia volontaria al Parco Nazionale d’Abruzzo”.
Segue i segni, per fortuna, Giuseppe Festa. Parte volontario e la primissima notte della sua permanenza in Abruzzo incontra Yoga, orsa confidente del Parco, orsa che non ha paura degli esseri umani.Sarà proprio Yoga, orsa da picnic, che fa incetta di patatine fritte e di cioccolata è la prima ad ispirare Giuseppe, diventando la protagonista del libro “Il passaggio dell’orso”.
Ne conserva gelosamente un ricordo: il tappo del barattolo di cioccolata che ha inciso con i suoi artigli. Perchè è bellissima Yoga, ma è pur sempre un orso e come tale va rispettata e protetta. Per questo lo scrittore sconsiglia vivamente il selfie con l’orso!
La storia d’amore tra Giuseppe e il Parco Nazionale d’Abruzzo prosegue negli anni successivi, con esperienze sempre nuove che sono la fonte per le storie che oggi, in un ciclo quasi naturale, ispirano tantissimi ragazzi a partecipare come volontari alle attività naturalistiche del Parco D’Abruzzo. Giuseppe dice con un grande sorriso che i Volontari al Parco sono aumentati del 40% (!) anche grazie alla pubblicazione de “Il passaggio dell’Orso” e “L’ombra del Gattopardo”.
Giuseppe ha sempre amato la natura. Complice una casa di campagna ed un nonno grande amante degli animali, fin da piccolo ha respirato l’aria fresca di chi cresce lontano dalla città, nonostante vivesse a Milano. L’Università di Ingegneria l’ha poi lasciata, laureandosi in Scienze Naturali.
Viene spontaneo chiedergli come li vede i ragazzi di oggi, immersi nella tecnologia, quando si ritrovano di fronte al mondo naturale. E Giuseppe racconta del fascino che vede esercitare su tutti loro dalla potenza ancestrale della montagna, degli animali, della Natura. Un bisogno primario, che finché si è bambini si riesce ancora a sentire, forte, dentro.
Il filo comune che lega i libri è sempre la presenza degli animali, ma anche gli incontri con gli esseri umani hanno ispirato lo scrittore. Peppe, il guardiaparco e Lucio, ragazzo non vedente che ha trovato la sua voce nel romanzo “Cento passi per volare”.
Dice Giuseppe di scrivere per se stesso, per fissare una storia e poi trasmetterla agli altri. Dico piuttosto che presta la sua voce a qualcosa più grande di lui, più grande di tutti, che ci guarda dal folto del bosco e si nasconde e aspetta.
Giuseppe Festa ha incontrato gli studenti delle classi medie di Tarquinia nel primo incontro di Marzo con gli autori del Festival PAGINEaCOLORI, manifestazione promossa dal Comune e dalla Biblioteca Comunale “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia, quest’anno in partnership con Tarquinia Film Office APS e il supporto di Enel a cui si affiancano le partecipazioni di CariCiv, BCC Roma, Unicoop Tirreno, DG Cinema & Consulting, CBM e dell’IIS Vincenzo Cardarelli di Tarquinia.
Grande entusiasmo, grande partecipazione. I ragazzi, come ci ricorda Franco Lorenzoni “pensano grande” e, come sempre accade in questi incontri, hanno stupito l’autore con le loro riflessioni dopo la lettura dei suoi libri. L’incontro si è concluso con Giuseppe Festa alla chitarra, accompagnato dalla platea. Grazie mille a Giuseppe Festa, per il Festival PAGINEaCOLORI è stato un onore averlo come ospite.

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