Il festival riprenderà a febbraio con la serie degli “Incontri con l’autore”, che porterà a Tarquinia gli scrittori Annalisa Strada, Alessandro Riccioni e Daniele Aristarco

Tra incontri, mostre, proiezioni e laboratori didattici si è conclusa a Tarquinia la prima parte di “Pagine a colori”, dedicato quest’anno al tema dell’acqua. Il festival della letteratura illustrata riprenderà a febbraio con il ciclo di “Incontri con l’autore”, che vedrà nella città etrusca alcuni tra i più affermati scrittori italiani per ragazzi come Annalisa Strada, Alessandro Riccioni e Daniele Aristarco. La manifestazione, giunta alla 14esima edizione, è promossa dal Comune di Tarquinia e dalla biblioteca comunale “Vincenzo Cardarelli”, con la collaborazione di enti e associazioni del territorio.

“L’acqua è stato il filo conduttore di tutti gli appuntamenti – afferma la direttrice artistica Roberta Angeletti -. Abbiamo cercato di approfondire tanti aspetti delle tematiche ambientali, che oggi sono al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica. Come per il “debate” degli studenti del liceo “Morgagni” di Roma sulla gestione pubblica o privata dell’acqua, l’incontro con i ragazzi di FridayForFuture di Viterbo, la proiezione al cinema Etrusco del docufilm “Controcorrente” e la visita guidata all’acquedotto San Savino”. Si è chiusa con un successo di pubblico la mostra di “Pagine a colori”, che ha raccolto nella sala capitolare degli Agostiniani di san Marco le opere di alcuni tra i più importanti illustratori italiani e stranieri.

“Al successo della mostra ha contribuito l’impegno degli studenti dell’indirizzo turistico dell’Iiss “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia, formati per accogliere in percorsi di visita guidata le tante classi delle scuole cittadine che hanno visitato l’esposizione – prosegue Angeletti – Un ringraziamento particolare alle persone che hanno lavorato per questa iniziativa”. Molto significativa la partecipazione di Amref Health Africa, alla quale sono stati sono stati devoluti fondi raccolti durante il festival per realizzare un pozzo in Kenya.

“Quella di quest’anno è l’edizione in cui l’approccio intergenerazionale degli organizzatori probabilmente si è espresso al meglio – conclude la direttrice artistica -. Attraverso il tema dell’acqua, le proposte fatte hanno potuto raccogliere voci diverse che hanno appassionato tutte le fasce d’età. I bambini che si ritrovano in una nuova situazione globale carica di emergenze e criticità e devono imparare a riflettere sull’importanza delle risorse del pianeta. Gli adolescenti, che cominciano a prenderne atto cercando faticosamente di far sentire la loro voce. Per arrivare poi agli adulti, i genitori e gli insegnanti, che lavorano con i più giovani per costruire una nuova coscienza ambientale. E i nonni infine. I nonni del centro diurno anziani di Tarquinia che sono venuti a raccontare ai bambini la loro infanzia”.