tarquinia

Daniele Aristarco incanta e conquista il pubblico del reading letterario “Avanti viaggiatori, storie di disobbedienza” che si è svolto il 18 febbraio, per il festival “Pagine a colori”, alla sala delle feste della biblioteca comunale “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia. Accompagnato dalle note di Giufà Galati, lo spettacolo si è snodato attraverso le storie scritte da Aristarco, in una performance in continua evoluzione, sospesa tra teatro, poesia e musica. La lezione dell’autore si fonda su una parola grande: futuro.

“Una parola – afferma Aristarco -, che sembra quasi essere scomparsa dal nostro colloquiare, ma che va ritrovata e riportata al centro della nostra riflessione e dei nostri progetti”. Il futuro tutto nuovo dello scrittore si avvera quando si raccontano le storie degli eroi, senza retorica; quando si ragiona, dialetticamente, sulle questioni urgenti dell’attualità, investigando la storia. “Accade, quando si abbatte il muro tra scuola e realtà, tra attualità e manuale scolastico – aggiunge l’autore -. Accade, soprattutto, quando si utilizza quel meraviglioso strumento che è il libro, invenzione fantastica, oggetto a basso costo, che aumenta il suo valore con l’uso, che nasconde anche nei suoi spazi bianchi preziosissimi, ricordi, impronte e pensieri. Perché la passioni ci scelgono, sono senza scopo e senza soluzione”.

Aristarco ha una passione grande, la scrittura, e un’altra ancora più forte, che lo porta da qualche anno a vivere in treno e a viaggiare lungo tutto il Paese. L’ascolto. Ascolta le lezioni dei ragazzi. Lascia che la sua curiosità si nutra delle loro storie, delle loro domande e con loro si interroga, sperando ogni volta di poter fornire non certo risposte, quanto piuttosto qualche riflessione scritta sulle pagine di un libro, che sia, come dice Gilles Deleuze in “Pourparler” “un oggetto completamente accessibile, una cassetta degli attrezzi formidabilmente aperta, purché se ne abbia bisogno o se ne abbia voglia in quel momento”.

Ed è forse questa la lezione dello scrittore, la sua scelta di rimanere nell’ombra e prestare la sua penna e la sua voce ai bambini e ai ragazzi, di costruire per loro un paesaggio fatto di storie dove possono scoprire un po’ di se stessi e del mondo. “Per “Pagine a colori” è stato un grandissimo onore avere come ospiti Daniele Aristarco e Giufà Galati – afferma l’organizzazione del festival – Una serata ricca di suggestioni, dove musica poesia e teatro hanno percorso tutti gli incroci possibili tra i loro linguaggi”.