«Ho letto con piacere la lettera che il nostro Sindaco ha inviato alle Amministrazioni superiori, tra le quali il Governo e la Regione Lazio, a favore dei venditori ambulanti di Vallerano, lettera a cui mi associo pienamente e in maniera inequivocabile a nome di tutto il gruppo di opposizione.

Sono giorni che cerchiamo di sollevare la questione sulle attività commerciali, tutte, del nostro comprensorio e in particolare del nostro paese.

Il Sindaco ci ha assicurato che nessuno rimarrà escluso e ne prendiamo atto.

Proprio per questo – scrive Jacopo Polidori, Capogruppo opposizione a Vallerano, – lo invitiamo a inviare la stessa lettera anche a sostegno di tutte le altre attività e partite iva di Vallerano che sono state ugualmente colpite da questa crisi senza paragoni.

Tutti ci stanno a cuore, chiaramente.

Estetisti, parrucchieri, bar, ristoratori, agricoltori, lavoratori occasionali quali operai agricoli, colf, badanti e tutti gli altri esercizi e partite iva, senza escludere nessuno.

È ora che anche la nostra amministrazione comunale, compatta, prenda in considerazione la necessità di portare alla luce le responsabilità politiche, enormi, del duo Conte-Zingaretti .

Non servono lettere al zucchero e al miele, ma toni alti e gesti forti per far si che chi ci governa capisca in che situazione ci ha messo e affinché trovi dei rimedi concreti e veloci, partendo, per esempio, da un’iniezione importante di liquidi agli enti locali cosicché non vengano addebitate le imposte comunali.

Inoltre, sarebbe il caso di non far pagare i costi fissi delle utenze a tutte le attività commerciali.

Serve anche una forte e immediata liquidità a fondo perduto per sostenere le nostre aziende e uno stop alle cartelle esattoriali.

Se ciò non accadesse non ce la potremmo mai fare da soli e l’economia dei piccoli comuni come il nostro collasserebbe.

Non possiamo più stare in silenzio, chi ci governa si deve assumere le proprie responsabilità, non è possibile giustificare tutto con la scusa dell’emergenza, che comprendiamo pienamente ma che non può diventare la risposta a tutti gli errori commessi e che i cittadini italiani stanno pagando e pagheranno in primis».