VETRALLA “Un cittadino scrive al noto blog “Striscia Vetralla” per mettere in evidenza coloro che adottano un cane, che egoisticamente li prendono e li abbandonano a loro stessi infischiandosene del disturbo che arrecano altrui. Si chiede solo rispetto ed educazione per chi ha il diritto di riposare la notte.

“C’era una volta ….. Vetralla. Perché dimenticare che nel 1145 Papa Eugenio III proprio da Vetralla, suo domicilio, indisse la Seconda Crociata!!! Quest’anno anche Opera Extravaganza, un’Associazione Culturale che nasce dallo spirito del Melodramma, con sue variopinte e cangianti atmosfere, per irradiarsi a ventaglio in molteplici attività, che vanno dallo spettacolo lirico al salotto culturale, dallo streaming internazionale ai programmi di divulgazione rivolti a un pubblico non specializzato, che ha fatto di Vetralla una sua sede.

“Fiori alle finestre e cene in cantina”, iniziativa meravigliosa, un po’ decaduta per la maleducazione di alcuni giovani che hanno visto “solo” le cantine senza vedere un fiore alla finestra. Ma ringrazio di Cuore tutti quelli che con entusiasmo hanno reso la città allegra e colorata con le loro installazioni.

Aggiungo un’altra chicca… adesso Vetralla è invasa da cani, più o meno educati (ma sempre cani rimangono) che nelle notti estive rendono quasi impossibile il sacro sonno dei cittadini! Non me la prendo con i cani, animali di grande conforto per l’Uomo, ma con coloro che egoisticamente li prendono e li abbandonano a loro stessi infischiandosene del disturbo che arrecano. Il cane è un ”amico dell’uomo” e necessita della sua vicinanza e della sua compagnia, un cane lasciato tutto il giorno in giardino o, peggio ancora, in un recinto lontano da casa è un cane abbandonato e sicuramente starebbe meglio in un canile in compagnia dei suoi simili.

Quasi impossibile far sentire le proprie ragioni, associazione agguerrite non lasciano spazio a nulla e noi cittadini siamo costretti in estate a stare con le finestre chiuse!!! Ma spesso non basta, la frequenza dell’abbaio del cane è “penetrante”. Vetralla un “canile a cielo aperto”, questa è purtroppo l’immagine che osservo oggi. Questo scritto vorrebbe essere un invito, una preghiera, a tutti coloro che amano questa città di essere più attenti ai loro animali i quali hanno diritto di ricevere quelle attenzioni che loro incondizionatamente donano, e di alzare gli occhi verso l’Alto ritrovare la calma perduta e ascoltare rondini e merli, Fiori alle finestre e sorrisi tra i cittadini.”

Fiduciosi che le istituzioni possano far qualcosa ma soprattutto confidiamo nel buon senso dei proprietari che possano in qualche modo stare più vicino ai nostri amici a quattro zampe e non abbandonarli a loro stessi. Un cane che abbaia è perché gli manca qualcosa “affetto, fame, sete o ha troppo caldo” sta a noi capirli e non abbandonarli”.

Gennaro Giardino
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