Nocchi: “Roma Capitale deve dotarsi dei propri impianti all’interno del raccordo anulare e rendersi autosufficiente. Nel piano lo ribadiremo.”

Nella sala del consiglio provinciale di Viterbo si è svolto oggi 29 luglio un incontro rivolto a tutti i sindaci della Provincia in merito alla redazione del Piano Provinciale per la Gestione dei rifiuti, adeguato alle normative previste dal “Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti 2019-2025” approvato nel consiglio regionale del 5 agosto 2020.

Esso concorre all’attuazione dei programmi comunitari di sviluppo sostenibile e rappresenta lo strumento di pianificazione attraverso il quale la Regione Lazio definisce in maniera integrata le politiche in materia di prevenzione, riciclo, recupero e smaltimento dei rifiuti, nonché di gestione dei siti inquinati da bonificare.

Per la redazione del piano provinciale è stato approvato un accordo quadro con l’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR (CNR-IIA) che consentirà di sviluppare una proposta per uno strumento di pianificazione aggiornato e adeguato al mutato quadro normativo europeo e nazionale che tenga conto dei dati aggiornati sulla produzione dei rifiuti e del conseguente fabbisogno impiantistico nell’ambito provinciale. Verranno attuati i programmi comunitari di sviluppo sostenibile

Il CNR-IIA sarà coinvolto nel costante supporto dei comuni della Provincia nell’implementazione di azioni volte a migliorare la gestione dei rifiuti e nell’allineamento alle normative previste dalla Regione Lazio, accompagnando ogni singolo Comune al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano Provinciale.
Il Piano Provinciale si occuperà di: accertare il fabbisogno annuo di smaltimento dei rifiuti; ridurre la produzione dei rifiuti ed incentivarne il riciclaggio; stimare i costi per lo smaltimento e recupero per la realizzazione dei relativi impianti; individuare zone idonee alla realizzazione degli impianti.
Tra gli obiettivi fondamentali previsti dal piano ci sono il miglioramento della raccolta differenziata e della capacità di trattamento dei rifiuti: secondo l’attuale normativa entro il 31 dicembre 2012 il nostro paese avrebbe dovuto raggiungere il 65% di raccolta differenziata. Nel 2019 la Provincia di Viterbo si trovava a quota 54,8% e la Regione Lazio al 52,2% nel suo complessivo
Tra gli ulteriori obiettivi del piano ci sono il raggiungimento di una soglia di autosufficienza da parte della provincia nelle attività di trattamento dei rifiuti in termini di impiantistica e l’autosufficienza per le attività di termovalorizzazione e di conferimento in discarica dei rifiuti non riutilizzabili, non riciclabili o valorizzabili.
Questi obiettivi consentiranno una sostanziale riduzione della mobilizzazione dei rifiuti all’interno ed all’esterno della Regione.
Il Presidente Nocchi, che ha coordinato l’incontro insieme al consigliere delegato all’Ambiente Giulio Marini, esprime soddisfazione per l’accordo raggiunto: “L’accordo quadro siglato dalla Provincia con l’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico consentirà al nostro territorio di guardare al futuro per un sostanziale miglioramento nella gestione dei rifiuti e del loro smaltimento. Ci tengo a ringraziare il direttore Petracchini del CNR-IIA per il sostegno in questa fase critica.”
“Da oggi e per i prossimi mesi” – continua Nocchi – “ci attendono intense giornate di lavoro e coordinamento tra i tecnici dell’istituto, i comuni della provincia e l’ente che ancora una volta si dimostra essere “casa dei comuni”. Un’opportunità unica per raggiungere gli obiettivi previsti dalla normativa europea e sul quale dobbiamo ancora lavorare molto.”
“In questa fase complicata per il nostro territorio” – prosegue il Presidente della Provincia – “non possiamo non sottolineare che tra gli obiettivi fondamentali c’è sicuramente il raggiungimento dell’autosufficienza e dell’autonomia delle discariche della Provincia, che non sia più assoggettata alle esigenze della città metropolitana di Roma.”
“Come già detto in precedenti occasioni” – conclude Nocchi – “riteniamo sia assolutamente necessario che Roma Capitale si doti degli impianti necessari per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti all’interno del Raccordo anulare, senza gravare sulle altre province del Lazio, in particolare della Tuscia. Questa premessa è inderogabile e verrà ribadita a chiare lettere anche nel piano provinciale.”