Venerdì 27 gennaio a Palazzo dei Papi (Ce. Di. Do.) con inizio alle ore 16,30, l’associazione culturale Archeotuscia, presenterà la nuova guida della necropoli etrusca di Norchia.

Il libro “Norchia il racconto di un itinerario etrusco” a cura di Francesca Ceci, Francesco Di Gennaro, Luciano Proietti è edito da AR Antiquares edizioni. L’incontro sarà introdotto da Luciano Proietti.

Interverranno Carlo Casi e Alessandro Barelli. L’insediamento etrusco di Norchia, appartenente alla lucumonia di Tarquinia e attraversato dalla via Clodia, sorgeva su un pianoro tufaceo delimitato dal fosso Pile e dal torrente Biedano, a metà strada tra i due importanti centri di Blera e Tuscania.

L’abitato conobbe prestigio e agiatezza nel IV secolo a.C., la cui ricchezza è testimoniata dalla monumentale necropoli rupestre che si affaccia sulle valli circostanti, con una suggestiva serie di tombe a facciata che costituiscono uno dei più significativi complessi funerari dell’Etruria meridionale, databili dal IV al II sec. a.C. Durante la fase romana, la cittadina fu assegnata al municipio di Tarquinia e gradualmente perse d’importanza divenendo un centro sempre più modesto.

Successivamente fu assoggettata dai Longobardi e soltanto nel XIII secolo iniziò un nuovo periodo di ripresa, divenendo roccaforte dei Di Vico fino al 1435, quando nei continui contrasti politici con la Santa Sede, Papa Eugenio IV ne decise la distruzione. Particolarmente suggestivi sono i resti del castello e della chiesa di San Pietro che si ergono ancora sul pianoro dove si era sviluppata la città. La località si raggiunge dalla strada provinciale Vetralla per Monteromano con deviazione al bivio per Cinelli e proseguendo oltre i laghetti artificiali per circa due chilometri

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