“Back home”: sono ritornati in Italia dopo 3 settimane di tirocinio all’ estero, i 30 ragazzi di Costruzioni Aeronautiche, partecipanti al Progetto Erasmus Jetvet “Competenze per un Aeronautica d’ Eccellenza”. L’ iniziativa dell’ Istituto Tecnico Tecnologico “L. Da Vinci” di Viterbo diretto dal Dirigente Scolastico Prof. Luca Damiani, e coordinata dal prof. Ranieri Geronzi, è realizzata coinvolgendo anche gli studenti di altre 5 scuole della Rete Nazionale degli Istituti di Costruzioni Aeronautiche, di cui la scuola Viterbese è istituto capofila.  La società UNISER di Forlì ha curato la stesura del progetto che prevede un finanziamento di circa 200.000 € a copertura di tutte le spese sostenute dai partecipanti.

L’ attività s’inquadra nella  volontà di fare esperienze di tirocinio all’ esterno in aziende aeronautiche operanti nel campo della manutenzione, costruzione e montaggio di aeromobili. Il gruppo di studenti è partito all’inizio di giugno per le tre destinazioni previste in questo Round 1, con 10 studenti che hanno operato in Lituania a Vilnius presso la Baltic Maintenance ed Elsa Techniks, e presso la DAT LT  di Kaunas, altri 10 studenti sono stati ospitati in Polonia dalla SZD Jeżów di Jelenia Gora, e sempre un gruppo di 10, in Spagna presso l’ azienda Aciturri di Valladolid. Tutte le aziende, come detto operavano nel campo aeronautico, sia nella manutenzione di aeromobili e alianti, ed anche nella costruzione di componenti strutturali per aerei commerciali Airbus A350. Altro elemento fondamentale dell’ esperienza è l’ approfondimento dell’ uso della lingua inglese in contesti internazionali, considerando che tutti i ragazzi avevano in precedenza conseguito minimo la certificazione linguistica B1.

Il progetto come detto si è svolto per tre intense settimane con attività teorico pratico in azienda, ma non sono mancate anche visite culturali e momenti di divertimento. L’ organizzazione del progetto era non solo orientata alla formazione tecnica, ma prevedeva anche uno sviluppo delle competenze relazionali e trasversali, proprio in linea con le recenti modifiche dei percorsi di Alternanza Scuola Lavoro ridenominati Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento introdotte dal MIUR. Infatti, il progetto contemplava anche una sorta di autogestione della giornata con acquisto e preparazione dei pasti, sistemazione camera, lavaggio e stiratura biancheria, ecc.

Molto entusiamo ma anche qualche piccolo incoveniente nei vari gruppi, prontamente risolto, e alla fine tutti i ragazzi hanno espresso un giudizio estremamente positivo sull’ esperienza. La prossima partenza è prevista a settembre con il secondo gruppo e poi l’ultimo gruppo a giugno 2020. A tal proposito si riporta un commento rappresentativo di uno degli studenti partecipanti:

Questo tirocinio è stato importante per me sotto molti aspetti ma ne cito due per me significativi: l’ aspetto personale e lavorativo. Personale perché non è stato semplice autogestirci a 18 anni con i soldi che avevamo in tasca e perché nessuno di noi aveva mai svolto quei monotoni lavori di casa tipo lavare il bucato, cucinare per poi lavare tutto; a volte è stato anche veramente stressante. Lavorativo perché “ci siamo” e per lo meno mi sono sentito un dipendente vero e proprio, assumermi le mie responsabilità è stato all’inizio un po’ spaventoso ma piano piano che il tempo passava (e non me ne accorgevo neanche) l’assumermi delle responsabilità è stato una preparazione per il mondo (sempre lavorativo) che dovrò affrontare non appena finita la scuola. È stata un’ esperienza bellissima ma allo stesso tempo molto dura, vivere con altre 10 persone e non conoscendo i loro caratteri mi ha portato a battibeccare con alcuni ma poi una stretta di mano, si mette una pietra sopra e si tira avanti. In questi giorni ho sentito molto la mancanza della mia famiglia, ma credo che faccia bene stare lontani perché forse solo così capiamo quanto è bello avere il calore e l’affetto della propria famiglia; molte sono state le lacrime che hanno toccato terra,  per poi essere asciugate sul mio viso per poi alzare la testa per continuare con ottimismo questo cammino verso la crescita, personale ma anche culturale. Tante sono state anche le amicizie che abbiamo stretto con i ragazzi ma sopratutto con le RAGAZZE polacche. Anche parlare l’inglese non è stato affatto facile, ma dopo 24 giorni diventa più semplice.È stata una crescita che non sia compra con il denaro ma che si conquista con il coraggio e con l’essere intraprendenti. Grazie di tutto.” Il video del progetto al link: https://youtu.be/UexoAt4Bpo4

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