Contatore acqua

«Cosa accadrà dopo il 30 novembre? Bossola ha dato una sorta di ultimatum ai sindaci: entro il 30 novembre i sindaci dovranno dire cosa fare di Talete.

E quindi se aumentare capitale sociale, e non c’è possibilità di farlo perché i comuni non hanno risorse per farlo, il solo comune di Viterbo dovrebbe ricapitalizzare Talete per circa 8 milioni di euro, o se dare una quota ai privati.

Una decisione che i sindaci prenderanno in autonomia perché con la vigente normativa è il sindaco che è il socio e non il comune.

Noi quindi chiediamo che i sindaci, prima di prendere questa decisione, vengano in consiglio comunale a votare una delibera.

Altrimenti il rischio è che agiscano secondo il proprio indirizzo politico e non per il volere popolare, i sindaci devo assolutamente prendere in considerazione che con il comitato non ce la beviamo, abbiamo raccolto a Viterbo e provincia oltre 12.000 firme per il superamento di Talete e il ritorno all’acqua pubblica.

Ricordo ai tutti i Sindaci che l’acqua è bene di tutti. Il mio è un appello affinché tutti ci mettano la faccia e proprio per questo, ho già depositato una richiesta di Consiglio Comunale straordinario per conoscere quale futuro avrà Talete. Ringrazio i consiglieri di opposizione Giacomo Barelli, Fabrizio Purchiaroni, Alvaro Ricci, Francesco Serra, Lina Delle Monache, Patrizia Frittelli, Chiara Frontini, Alfonso Antoniozzi, Patrizia Notaristefano e Letizia Chiatti che hanno aderito e sottoscritto la mia proposta, tra loro sicuramente c’è chi ha una visione differente da quella del mio gruppo, ma tutti concordano sulla necessità di trasparenza, di correttezza e di far passare certe decisioni attraverso un voto palese in aula.

Invito tutti i consiglieri della provincia – comunica Massimo Erbetti, Consigliere comunale M5s – a seguire la mia idea presso i loro comuni e richiedere la convocazione di un consiglio apposito, i cittadini tutti devono essere messi a conoscenza delle scelte che verranno fatte sul futuro della gestione idrica».