“Abbiamo apprezzato la visita di ieri del Sottosegretario alla Giustizia dell’On.le Del Mastro al carcere di Viterbo, dopo oltre due mesi di stato di agitazione e dei tanti gravi eventi critici avvenuti a danno del personale di Polizia Penitenziaria e personale sanitario.” Dichiara Mauro Bernabucci segretario USPP di Viterbo.

Solamente pochi giorni prima il segretario provinciale aveva inviato al Prefetto di Viterbo e al Provveditore regionale la situazione in cui versa il carcere con 188 unità rispetto alle 343 unità previste a fronte di una popolazione detenuta che supera le 630 presenze rispetto ai 444 posti disponibili.

Nell’occasione a seguito dell’intervento del Sottosegretario Del Mastro, dove ha illustrato quanto si è fatto e si sta facendo per la Polizia penitenziaria, rispetto ad un fallimento delle politiche dell’ultimo ventennio, all’incontro è intervenuto anche il Segretario regionale USPP Daniele Nicastrini consegnando degli appunti sul carcere di Viterbo “ Ho potuto in pochi secondi illustrare la gravità senza precedenti della situazione in cui versa il sistema penitenziario laziale con oltre 900 unità in meno di Polizia Penitenziaria, sulla quale siamo in stato di agitazione, ricordando che esiste anche un altro problema che riguarda il sistema sanitario penitenziario che dal 2000 in poi si è dimostrato sempre più inutile rispetto all’esigenze reali sulla quale in questo ultimo passaggio il Sottosegretario ha confermato che anche su questo si sta attivando con il Ministro della Salute per affrontare un tema così importante.”

Dopo questo incontro nel primo pomeriggio concluso in serata con la Direzione per affrontare il tema di organizzazione del lavoro, proprio su richiesta dell’USPP.

“Proprio ieri nel pomeriggio si è tenuto un incontro con la Direzione del carcere su richiesta dell’USPP – prosegue Bernabucci – per affrontare problematiche serie come l’impossibilità di accedere il personale al congedo ordinario (FERIE) nel periodo natalizio ma anche prima e dopo, perché le carenze non permettono tale concessione, impedendo sempre per gli stessi motivi al personale di accedere alla mensa di servizio, costretti giornalmente a prolungare il turno di servizio anche oltre le 12 ore continuative”. In conclusione – Nicastrini –   ricorda che la normativa vigente non può essere solo applicata per i doveri dei poliziotti penitenziari e non per i diritti degli stessi, che determinano orari di lavoro, ferie e accesso alla mensa di servizio in turni di servizio che superano le 8 ore giornaliere, che invece a Viterbo sta venendo meno da tempo sulla quale USPP invierà un reclamo ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria.