«Scriviamo all’indomani della emanazione, da parte della Regione Lazio, del Piano Regionale Territoriale di attuazione dell’articolo 8 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 Aprile 2020 per la riattivazione delle attività socio assistenziali erogate all’interno o da parte di centri diurni e strutture semiresidenziali per persone con disabilità.

Disabilità, una parola che fa rima con la fragilità che in questo periodo accompagna ognuno di noi. Se ne discosta però, per la dimensione temporale: la disabilità ha a che fare con il bisogno di aiuti ogni singolo giorno, ogni singolo anno, una vita intera. Quello della emergenza COVID è stato un periodo molto complesso per le persone con disabilità e per le Associazioni di riferimento. Vorremmo dire che possiamo ora voltare pagina, affacciandoci alla cosidetta “fase 2”, nella quale fronteggiamo la sfida della ripartenza, riattivazione. Una fase in cui usare, insieme, compostezza e tenacia, creatività e pazienza. Proprio per rilevare i bisogni delle persone con disabilità e definirne le istanze in vista di questa nuova fase, il 24 aprile 2020 si è riunito per la prima volta il Tavolo Disabilità presso la Consulta del Volontariato del Comune di Viterbo, coordinato da Alessia Brunetti. La convocazione è stata preceduta da un questionario di rilevazione, diffuso tramite i canali social della stessa Consulta, al quale hanno risposto 60 tra persone con disabilità e caregivers della nostra città. Sulla base di tale rilevazione, ma anche della discussione del Tavolo, è stato redatto un articolato documento, che è stato in data odierna inviato all’attenzione delle Istituzioni. Il documento, contiene informazioni sulla situazione delle persone con disabilità della nostra città, insieme a istanze e proposte.

Al centro una questione che sembra imprescindibile: pensare i supporti alle persone con disabilità non più collegati al “luoghi” – che possono essere aperti o chiusi – ma collegati esclusivamente alla persona, nella sua particolarità e nel particolare fluire della sua vita.

Cosa significa questo? Significa una disponibilità ed una capacità di rimodulare i sostegni, adattandoli alle circostanze che vivono le persone. Immaginare il “progetto di vita”, i PAI in maniera dinamica. Questo è forse l’imperativo da cui ripartire, mettere insieme la fluidità della vita con la rigidità delle disposizioni (di restrizione per motivi importantissimi) e certamente del budget dei servizi. Ma è un imperativo etico, con il quale le Istituzioni della nostra città, a cui esprimiamo la nostra vicinanza, si sono misurate e dovranno ancora misurarsi nel futuro, non solo prossimo. Mentre scriviamo questa pagina, sappiamo che la ASL, in collaborazione con i Comuni, ha proceduto ad una mappatura delle strutture residenziali, per procedere alla somministrazione dei tamponi a tutti gli utenti e gli operatori, raggiungendo ad oggi oltre il 60% degli interessati. E’ stata inoltre creata una specifica pagina sul sito della ASL di Viterbo contenente informazioni sulla emergenza COVID-19 oltre che materiali utili alle persone e alle famiglie. Sono state garantite le prestazioni previste dai LEA e sappiamo che si sta facendo lo sforzo di rivedere i PAI per consentire la riattivazione dei supporti e dei percorsi terapeutici. Da segnalare, presso il distretto A della Asl di Viterbo, il progetto “Passo io da te” attraverso il quale il terapista di NPI, con gli adeguati dispostivi di protezione, si reca a casa dei bambini, che ha seguito in terapia in ambulatorio fino alla prima settimana di marzo, per consegnare materiale utile per proseguire attività a casa. Il Piano Regionale emanato l’8 maggio da inoltre il via per itinerari di riapertura, necessariamente graduale, delle strutture semiresidenziali di carattere socio-assistenziale. Mentre scriviamo, apprendiamo inoltre che i Servizi Sociali di Viterbo, già impegnati in questi mesi nel supporto alla domiciliarità per persone con disabilità e anziani, stanno procedendo proprio in queste ore a contattare le famiglie di alunni con disabilità che avevano il supporto dell’assistente scolastico all’autonomia e alla comunicazione, per proporre una riattivazione del servizio a domicilio. Una riattivazione, fortemente richiesta dalle associazioni di familiari, che come altre hanno impegnato il Comune in un percorso di rimodulazione dei servizi. Certamente, nell’intenzione del Comune e della ASL, c’è l’esigenza di lavorare insieme al Terzo Settore per progettare itinerari di sostegno a persone con fragilità e disabilità in contesti inclusivi durante il periodo estivo, già molto complesso per questo tipo di utenza a causa della sospensione di molte attività. A brevissimo tavoli interistituzionali di interlocuzione avranno questo punto all’ordine del giorno ed in questo senso il Tavolo della Disabilità della Consulta del Volontariato del Comune di Viterbo si rende disponibile a continuare a raccogliere istanze e sollecitazioni da parte di persone con disabilità tramite il questionario di rilevazione appositamente elaborato. Sarà inoltre necessario avviare un monitoraggio sistematico per quanto riguarda la rimodulazione e la riattivazione dei servizi, con il coinvolgimento delle rappresentanze degli utenti.

Siamo certi che avendo tutti sperimentato la fragilità, con la costanza, la tenacia, la pazienza e la creatività che ci insegnano i nostri concittadini con disabilità, potremo uscire INSIEME da questo periodo di emergenza con servizi migliori e più profondamente umani. Come scriveva il grande sacerdote educatore Don Milani: “ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia”».

 

Così comunica l’Esecutivo Consulta Comunale Volontariato con nota firmata da:

Sergio Insogna

Lina Delle Monache

Valter Rinaldo Merli

Alessandro Alfonsini

Alessia Brunetti

Maria Fanti

Marta Nori

Luigi Ottavio Mechelli

Marco Sbocchia

Raimondo Raimondi

Cinzia Viglianti