Montefiascone, le elezioni sono passate ma i cittadini ne parlano ancora criticamente

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Pietro Brigliozzi

 

MONTEFIASCONE – I cittadini di Montefiascone, dopo i risultati delle votazioni di domenica, ne parlano ancora ed esprimono critiche valutazioni che dimostrano come il mondo elettorale sul colle vulsineo sia cambiato e sta cambiando anche nel giudicare il risultato globale elettorale senza risparmiarsi dal mettere l’accento su alcuni temi di primaria importanza.

 

La prima valutazione che corre tra gli abitanti di Montefiascone riguarda la nuova mentalità che si è venuta a creare; c’era necessità di cambiamento, affermano alcuni, troppi personaggi da anni sono stati seduti negli scranni comunali non curando troppo i veri interessi della collettività montefiasconese. I cittadini fanno anche un’elenco di negatività che si possono identificare nei seguenti argomenti.

 

Si sono visiti dei favoritismi più o meno lampanti, di contro però è emerso che Montefiascone ha perduto tante occasioni di serio sviluppo che avrebbe portato ricchezza per tutti gli abitanti. A Montefiascone, in questi ultimi, anni, non vi è stata una vera ed aperta politica nel campo turistico, il nostro grande e specifico patrimonio artistico non è stato valorizzato a dovere, tolto un certo interesse per la via Francigena che però non è un’esclusiva per cui ha poco rilievo; poco, per non dire niente, è stato fatto per il restante patrimonio artistico culturale che abbiamo ed è esclusivo. Siamo carenti di recezione alberghiera, pochi e vecchi gli alberghi che sono nel paese. In agricoltura diverse peculiarità non sono state valorizzate a dovere; il lago, con la sua viabilità di adduzione, versa nelle precarie condizioni che tutti conosciamo; basta una manifestazione sportiva per paralizzarlo. Non parliamo del continuo degrado del civico ospedale, con il famoso reparto di ematologia, opera inconclusa nel deserto, come pure del civico cimitero, specialmente la parte nuova, che ha il suo principale viale d’ingresso ancora in terra battuta, pieno di buche che creano grande pericolosità anche nel camminare a piedi sottolineano altri. Senza poi soffermarci su altri argomenti che basterebbero per scrivere un romanzo.

 

Il paese è stato assente all’Expò di Milano, sottolineano molti del settore, altra grande occasione perduta. Non abbiamo un teatro, nonostante la nostra tradizione teatrale, quando paesi di dimensioni più piccole, come ad esempio Lubriano, ne sono in possesso, commentano altri. Non abbiamo un corpo di guide turistiche nonostante abbiamo diversi ragazzi che si sono laureati presso la facoltà di Beni Culturali in Viterbo. Una fiera del vino sempre più negativa, basata su una logistica di cinquantanni fa che non è vera promozione del nostro vino, non dà indicazioni ai viticoltori né apre orizzonti verso le esigenze delle nuove generazioni che stanno riscoprendo il vino ma di qualità. Qualcuno punta il dito anche sulla viabilità e trasporti pubblici ove le carenze sono notevoli e penalizzanti la nostra posizione geografica. I paesi limitrofi, un tempo dietro di noi, ora ci sono passati avanti in ogni settore, replicano altri.

 

La seconda riflessione che circola sulla piazza, riguarda la soddisfazione per l’uscita di scena di singoli concorrenti.

 

Vi è poi un’ultima chiacchiera, che onestamente riteniamo poco realistica, che sottolinea il comportamento di qualche consigliere nella lista dell’ex sindaco, che ora si va a proporre al nuovo sindaco, di schieramento opposto, come collaboratore per la sua esperienza in una certa materia. Ci sembra di essere nella fantascienza.

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