“46 precari della Provincia, la Cgil studi di più”

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VITERBO – “Sulla questione dei 46 precari della provincia di Viterbo che dal 31 dicembre 2014 hanno concluso i loro contratti con l’amministrazione provinciale, dopo le strumentalizzazioni ad opera di politici e da parte di alcuni rappresentanti della CGIL provinciale e regionale, con la chiarezza e la schiettezza che mi contraddistingue, desidero fare alcune considerazioni sull’argomento.

 

Sono sempre stato serio e leale con i precari. Nel pieno rispetto di quanto sono stati costretti ad affrontare, a causa della perdita del posto di lavoro, i lavoratori hanno tutta la mia solidarietà. Nel momento in cui mi sono insediato come presidente della provincia di Viterbo, avevo detto loro che avrei studiato la situazione e fatto sapere il prima possibile gli esiti. Verificata l’impossibilità di procedere ad un eventuale rinnovo dei loro contratti, li ho convocati ed ho spiegato le motivazioni, ai sensi della normativa vigente in materia. Non ho mai smesso di verificare continuamente se ci fossero nuove aperture a livello normativo, prendendo contatti anche con la provincia di Torino che ha agito sempre in base ai dettami di legge.

 

Poi è sceso in campo qualche rappresentante della CGIL che, in modo qualunquista, ha affermato che io potrei assumere, sostenendo che manchi la volontà politica.

 

Evidentemente, quando non si studia, si arriva impreparati sulla materia. Non si tratta, infatti, di volontà politica, ma dell’attività amministrativa di una P.A.

 

Ho ritenuto opportuno, insieme al segretario generale ed al dirigente del settore personale, interloquire direttamente con il capo di gabinetto del ministro Madia, l’avv. Patrizio Caligiuri, al fine di dare una informazione puntuale sulla vicenda.

 

Parliamo innanzitutto di personale dei centri per l’impiego. Le funzioni connesse al mercato del lavoro ed i servizi pubblici per l’impiego sono oggetto di confronto tra il ministero del lavoro e le regioni. E’ operativo un tavolo tecnico ministeriale che si occupa di molti temi, tra cui quello del personale dei centri per l’impiego.

 

Dopo che saranno stipulate le convenzioni con il ministero del lavoro, si potrà valutare, eventualmente, la possibilità di acquisire altro personale e procedere a nuove assunzioni.

 

Questa è una delle richieste che le regioni hanno presentato e questa è la ragione per cui il ministro Madia, in occasione della sua visita a Viterbo, ha giustamente affermato che, nei limiti imposti dalla legge, qualora le regioni dovessero procedere a nuove assunzioni, è corretto pensare di dover tenere in debita considerazione le persone che hanno lavorato nei servizi per l’impiego e che hanno un bacino di professionalità maturata nello stesso ambito. Questo è quello che ha detto il ministro, al di là delle strumentalizzazioni che sono state fatte da taluni.

 

I chiarimenti ricevuti dal ministero concordano pienamente con quanto sostenuto dal segretario generale e dal dirigente al personale.

 

La materia è di stretta competenza del lavoro, inteso come ministero e come Regione, che si muove in coerenza con le linee di indirizzo ministeriali.

 

L’assessore regionale al lavoro, prof.ssa Valente, conosce molto bene la situazione e si sta impegnando incessantemente sull’intera vicenda.

 

La questione deve essere affrontata a valle della sottoscrizione della convenzione, che serve a stabilire le sorti del personale a tempo indeterminato.

 

E’ chiaro che regione e l’ente di area vasta possono formulare al ministro un interpello per chiedere la possibilità di assumere personale a TD, purché questo personale abbia il requisito art. 4 co. 6 DL 101/2013, convertito dalla L. 125/2013, cioè la permanenza nei servizi e l’anzianità di almeno tre anni con contatti a termine, sempre nei servizi per l’impiego. Tutti i lavoratori in questione, purtroppo, non hanno i requisiti previsti, avendo contratti atipici. E’ chiaro che poi le situazioni andranno viste caso per caso, capendo la situazione soggettiva dei singoli lavoratori.

 

Non si può affrontare il tema fino a che non si comprende la sorte del personale dei servizi per l’impiego. La situazione va chiaramente affrontata e risolta solo all’interno di quel perimetro, cioè nei limiti dei servizi per l’impiego e delle politiche del lavoro.

 

 

Dovrebbe essere una questione di poche settimane, perché il ministero del lavoro ha già iniziato a sottoscrivere le convenzioni con alcune regioni. In conferenza stato regioni è stato già approvato lo schema tipo di convenzione.

 

La valutazione, ovviamente, dovrà essere effettuata dalla regione Lazio, che dovrà considerare altresì se, dopo oltre 10 mesi, è possibile procedere al rinnovo dei contratti o meglio alla stipula di nuovi contratti a termine. Non intravedo altri possibili percorsi.

 

Ho piena fiducia nell’operato della regione Lazio che si sta impegnando ad assorbire il personale soprannumerario dell’ente.

 

Anche in occasione dell’incontro all’osservatorio regionale, la CGIL si è permessa di dire che la provincia di Viterbo si rifiutava di assumere il personale della polizia provinciale. Ho ribadito in quell’occasione, con forza, il notevole sforzo per mantenere 12 dipendenti, procedendo a tagli in altri ambiti.

 

Ricordo che dover tagliare su strade e scuole significa, come se già non bastasse, tagliare risorse per tutte quelle persone che lavorano nell’indotto. Dopo 4 mesi di attività scaricare tutte le colpe su di me appare sciocco e ridicolo. Dove era il sindacato quando la riforma Delrio era in discussione? Soltanto ora si capisce la portata della manovra?

 

Comprendo la rabbia di chi non ha più un lavoro, non capisco invece chi continua a dare speranze fasulle ai lavoratori. Se ne avessi la possibilità altro che 46 dipendenti… ne assumerei almeno il doppio…

 

La norma prima c’era, forse avrebbero potuto prorogare, ma non voglio entrare nel merito degli atti precedenti.
La CGIL è un grande sindacato che rispetto e di cui, tra l’altro, ho fatto parte. Prendo quindi le distanze non dalla CGIL ma da chi dà false risposte, da chi si improvvisa all’ultimo momento come paladino della giustizia, da chi non c’era quando avrebbe dovuto esserci, da chi non studia e da chi non si prepara.”

 

Mauro Mazzola (foto)
Presidente Provincia Viterbo

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