Dopo la Brexit ci sarà una Renxit?

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VITERBO – Si va a dormire con l’Europa ancora intera e ci si sveglia con l’Europa a pezzi, con in vista un effetto valanga ad iniziare da Scozia ed Irlanda.
Ci si crogiola nella banalità di una consultazione scontata pro status quo, per poi arrovellarsi di fronte a prospettive inedite e perigliose.
Ci si interroga sul rafforzamento complessivo dell’idea di Europa Unita e subito dopo su come metterne insieme decentemente i cocci.
Ci si rassicura per la conferma di un argine per lo strapotere delle superpotenze USA e Cina, per poi scoprire che gli Inglesi sono gli Americani dell’Atlantico.
Ci si trastulla con la retorica del facile e gentile europeismo dalle sorti progressive e vincenti, per venir subito dopo sommersi da interrogativi inquietanti.
Neanche i giornali del mattino possono aiutare a cercare risposte rassicuranti, perché titolano con le prime risultanze degli exit pool favorevoli al REMAIN, e sei costretto ad ascoltare la TV, i social media, la radio e, caso raro, a riflettere con i tuoi strumenti logicoculturali, con i tuoi canoni interpretativi della realtà.
Allora cosa è successo?
L’isola britannica è popolata da sempre da un particolare tipo di Europei: hanno una propria moneta, un proprio sistema metrico decimale, una propria guida a destra, ma soprattutto la certezza che da soli sono inespugnabili e vincenti, come secoli di storia dimostrano; e che se proprio ci si deve alleare o fondere con qualcuno, è con gli USA che si può fare, per la similitudine e i comuni interessi, ma soprattutto per la distanza.
Bruxelles è sempre stata vista come luogo di vincolo e di imposizione e come occasione da sfruttare per drenare risorse, tanto che dopo la Germania è il paese che ne ottiene di più (l’Italia in 10 anni ha rimesso 84 miliardi di euro); ma soprattutto la UE è vista come porta spalancata sul mondo, dalla quale può entrare di tutto e per un isolano, magari alle soglie dell’ indigenza e senza prospettive, questo diviene il pericolo maggiore.
E’ successo poi che la svolta centralistica impressa dalla Germania nell’ultimo decennio sull’austerità ed il rigore è clamorosamente fallita, producendo crisi economica e in questo caso disintegrazione ed autonomismo incontrollato, ma anche a ben vedere una esasperazione del principio comunitario di sussidiarietà su scala continentale, che se governato potrebbe essere molto positivo.
Si apre una fase nuova che va affrontata senza la retorica pelosa di chi dalla UE ha sempre tratto privilegi e prebende, la casta brussellese, e che rimette in moto un meccanismo palesemente inceppato che produceva da anni solo negatività e confusione.
Dopo la BREXIT ci attende la RENXIT; la lezione inglese servirà a qualcosa?

FC (21)

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