Il Senato delle meraviglie

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VITERBO – Quel che desta la prima meraviglia è questo numero 100, tondo, perentorio, icastico; ricorda il biblico :”1000 e non più di 1000” ; ma che senso ha questo cento a fronte dei 630 intoccabili deputati alla Camera, se non la facilità di far di conto sul risparmio di poltrone?

A parte gli scherzi, non si comprende perché, essendo la carica a titolo gratuito ci si sia limitati a 74 Senatori eletti tra i Consiglieri Regionali, 5 nominati dal Capo dello Stato ed un Sindaco per Regione, cioè 21.

Se questo dev’essere il Senato delle autonomie, il Senato dei territori, quali saranno i Sindaci che vi siederanno e quale rappresentanza esprimeranno? C’è da scommettere che saranno i Sindaci delle Città Metropolitane, quelle dei Comuni più popolosi e politicamente forti, non certo quelli dei piccoli Comuni, o forse ce l’infileranno per seme 1.

Eppure il 54% del territorio (appunto), nazionale è amministrato da Comuni sino a 5000 abitanti che non avranno voce, se non di riflesso, ed in netta minoranza rispetto ai Consiglieri Regionali.

Ma perché non lasciare il numero a 300 o ridurlo a 200 e consentire che il livello istituzionale comunale fosse espresso in tutta la sua varietà e ricchezza sia dimensionale che geografica, magari con un voto ponderale di riequilibrio con i Consiglieri Regionali.

Quale grande occasione sprecata verso i Comuni, non solo in questo caso, ma in ciascun passaggio della riforma in cui si ignora l’ente di prossimità che il principio comunitario di sussidiarietà indica come il più vicino ed adatto ai cittadini, il più affidabile e controllabile, il protagonista di una possibile ed auspicabile governance multilivello.

Altra meraviglia, bizzarria inspiegabile, è costituita dal fatto che 100 Senatori eleggono 2 giudici della Corte Costituzionale mentre i 630 Deputati ne leggono 3, facendo saltare i principi di proporzionalità, uguaglianza e ragionevolezza che sovraintendono le leggi.

Non fai in tempo a smaltire che ti meravigli di nuovo nel leggere che 5 Senatori li nomina il Presidente della Repubblica tra personalità che “ hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”; che c’entra ciò con la rappresentanza dei territori, con l’immissione di problematiche istituzionali nel dibattito parlamentare, con la trattazione di politiche comunitarie a livello locale, non è dato sapere.

Piuttosto è di tutta evidenza il legame che si crea tra essi ed il Capo dello Stato che li ha nominati e con il Presidente del Consiglio che fa eleggere (come vedremo) quest’ultimo..

Ci sono altre meraviglie senatorie di cui occuparsi? Altrochè, tanto che l’argomento sarà ripreso ancora, perché parafrasando il monologo di Blade Runner: “Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi: strafalcioni in fiamme al largo dei bastioni di Orione; i raggi B (Boschi) balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser; e tutti questi momenti andranno perduti nel NO, come lacrime nella pioggia.” Prosit !!

FC (42)

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