“Oscillazioni”, alla Galleria Chigi la personale di Giuseppe De Boni

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VITERBO – Giuseppe De Boni, architetto, un architetto che dà valore al disegno, e che aggiunge alla sobrietà, evidente nei suoi progetti, leggerezza di carattere, e ironia. Nei suoi lavori di pittura, acquarelli in prevalenza, come per i progetti di architettura è importante ogni particolare, non soltanto quindi l’immagine, ma anche il supporto, la qualità della carta o della tela su cui si realizza l’immagine, il legno prescelto per le cornici, la dimensione precisa che corrisponde ad una serie di lavori.

 

Quindi, un’attenzione, quasi maniacale, al procedimento che equivale ad una pari attenzione all’oggetto. Dai paesaggi della Maremma (2003 – 2006), un naturalismo appena accennato nelle curve della natura, nei colori essenziali, alle forme astratte del 2008 –2009 dove ogni linea (acquarello) accenna un movimento, un colore, un rapporto dinamico e cromatico.

 

La magia del colore, Klee diceva: “Il colore mi possiede … io e il colore siamo una cosa sola”. Proprio Klee mi pare il riferimento più appropriato per il lavoro più recente di De Boni. I rapporto proporzionali tra i colori, l’equilibrio e il disequilibrio percettivo, gli accostamenti tra i colori primari e i colori complementari che ne scaturiscono. Ma anche il procedimento stesso, che richiede tempo, attenzione, un’idea di disegno – in quanto progetto – e al tempo stesso una certa imprevedibilità. L’acquarello, come si sa, non ammette correzioni, e quindi la immersione di ogni quadrato di carta, che poi corrisponderà all’insieme di formelle che compongono le opere più recenti, l’aggiunta via via di colore per raggiungere gli effetti voluti, più o meno intensi, su una base primaria, quell’andamento stratificato, lineare o curvilineo, quel passaggio dal rosso al blu per aggiunta o dal giallo al viola per contrasto e per combinazione: un effetto cromatico raggiunto in modo sperimentale, talvolta anche con la riscoperta di colori inusuali. Certo, le più svariate sono le suggestioni che determinano un’opera pittorica, nel suo caso, parlando di impressioni visive, il cavallo sospeso, dal trotto ambio, della istantanea di Muybridge, il primo fotografo della storia che ha fissato il movimento (in questo caso, nella pittura, l’idea di leggerezza, di simultaneità).

 

Oppure i sediari della Messa di Bolsena nelle stanze di Raffaello in Vaticano: qui le figure inginocchiate sembrano prive di peso e le loro vesti rigate, dal verde al viola, dal blu all’arancionesono riproposte, con moduli astratti, in due opere di De Boni. Ma, al di là di questi riferimenti puramente intellettuali, e certamente meditati, la presenza di Klee è, a mio parere, essenziale in queste formelle che si assemblano in rapporti proporzionali, con suggestive trasparenze, in un insieme polifonico. I tanti acquarelli di Klee legati all’architettura come idea di conformazione, oppure quell’equilibrio instabile che pervade tutto il suo lavoro (“Io vorrei, al di là del pathos, porre ordine al movimento”: Klee), il movimento legato al colore che suscita forme e che sovverte continuamente l’alto e il basso, il dentro e il fuori, la profondità e il rilievo, le linee di confine tra il colore, le trasparenze come effetto plurimo di superficie sono, credo, ciò che più appartiene alla pittura di Giuseppe De Boni”.

 

Claudia Terenzi

 

“Oscillazioni”. A cura di Silvio Merlani e Giordano Perini
Viterbo, Galleria Chigi – Aperta dal 13 al 22 Maggio 2016
La mostra è aperta al pubblico dalle 10,30 alle 12,3o 16,oo -19,3o
Ingresso libero
Via Chigi,11- 01100 Viterbo
0761 300035 / 3274404226 info@galleriachigi.it

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