ACQUAPENDENTE – Nel corso del prossimo Natalizio nel borgo di Trevinano si svolgerà la terza edizione di Presepe in Piazza, un evento che prevede l’installazione nello spazio antistante la Chiesa Natività di Maria Santissima di un presepe realizzato con sagome in legno ad altezza naturale e dipinte a mano, create da un artigiano locale.
Il Presepe è allestito dagli abitanti del borgo con il supporto della Pro Loco e sarà visibile dall’8 dicembre al 6 gennaio 2018, anche dopo il tramonto grazie ad una suggestiva illuminazione.

Con il patrocinio della Regione Lazio, Comune di Acquapendente, Pro Loco di Trevinano e dell’Associazione Italiana Amici del Presepio, Presepe in Piazza si inserisce nel contesto di Terre di Presepi, un comitato di coordinamento che ha come scopo la valorizzazione e la promozione di questa tradizione. Vi aderiscono circa 70 iniziative distribuite in Toscana e nei Comuni delle regioni limitrofe; in questo contesto Trevinano riveste particolare importanza perché si trova lungo la via Francigena in territorio laziale, sulla quale si vorrebbe sviluppare un percorso presepiale che attraversa altre realtà del viterbese.

Come tutti i presepi, anche quello di Trevinano cresce ogni anno di nuovi personaggi; saranno visibili per questo Natale 24 figure di cui quattro nuove figure e ne sono attese altre nove per l’evento del 2018 con un allestimento modificato rispetto alla configurazione attuale; vi sarà infatti la dislocazione di alcune scene lungo le strade del paese che animeranno i vicoli.

Terre di Presepi ha promosso l’iniziativa della carta del Presepista Pellegrino, un documento che accompagna ogni appassionato presepista lungo il percorso di visita alle varie rappresentazioni; in ogni località aderente vi è una Magione, la casa del Presepista, dove è possibile apporre sulla propria carta il timbro che attesta la visita; a Trevinano è possibile timbrare la propria credenziale presso la trattoria da Gianfranco che l’organizzazione ringrazia per la collaborazione.

Trevinano e la sua storia

A pochi chilometri da Acquapendente (VT) e da San Casciano dei Bagni (SI), nell’Alta Tuscia, si trova il borgo di Trevinano, a ridosso della riserva naturalistica del Monte Rufeno dove si congiungono la Toscana con l’ Umbria ed il Lazio; il panorama circostante è vasto e l’occhio si perde all’orizzonte tra i movimenti delle colline, monti, vallate con boschi, campi e numerosi casolari sparsi, ricordo di un’antica cultura contadina.

Il nome antico di Trevinano era Castrum Trivinani, indicando probabilmente con questo toponimo il borgo posto in prossimità di un Trivium, un incrocio di tre strade, che portano tutt’oggi verso Siena, Orvieto e Acquapendente dove incontriamo la via Cassia, di Francigena memoria in epoca di pellegrinaggi e ripercorsa oggi da fedeli ed escursionisti in direzione lago di Bolsena e Roma.

Nel suo territorio sono state rinvenute tracce di insediamenti Etruschi, ma la prima documentazione di popolazione stabilmente presente risale all’anno 1000.

Diverse furono le Signorie che governarono per tutto il medioevo su Trevinano: i Visconti di Campiglia dall’anno 1000 al 1327, i Monaldeschi della Cervara dal 1327 al 1592. Nel 1687 la Camera Apostolica entrò in possesso del borgo e della vasta proprietà circostante che concesse in feudo ai Bourbon del Monte; fin da allora la storia di Trevinano è direttamente collegata a quella di Acquapendente, di cui ne costituisce oggi una frazione.

Tutto il paese era un castello con la sua cinta muraria; la prima torre di guardia risale all’anno 1000 e nei secoli successivi fu inserita in un fortilizio destinato alle guarnigioni, necessario vista l’aumentata l’importanza strategica della postazione; nei secoli successivi, in tempi di pace, al castello fu affiancato un edificio destinato a residenza e fattoria dei Monaldeschi della Cervara. Da qui venivano governati gli interessi e i proventi della tenuta terriera, divenuta nelle epoche successive una grande azienda agricola.

Al borgo si accedeva da due porte di accesso, una delle quali è tuttora esistente; quella orientata verso il territorio senese si trova in prossimità del Castello, che sovrasta il paese e conserva ancora il colore austero della pietra locale con alcuni elementi dell’architettura medievale e rinascimentale. Sul lato contrapposto, vi era la porta che conduceva verso Roma; lungo questa strada erano stati realizzati degli arelli, delle piccole porcilaie destinate anche all’allevamento del pollame, visibili ancora oggi e poste fuori dall’abitato per motivi igienico e sanitari, che garantivano agli abitanti del paese una preziosa riserva di proteine.

Trevinano è costruito su una possente rupe rocciosa ed è caratterizzato dal versante di levante che precipita bruscamente verso il basso, denominata per questo la balza, lungo la quale vi sono in lunga fila le case con la Chiesa parrocchiale e il castello dei Monaldeschi della Cervara; ad ovest si affaccia sul Lago di San Casciano, la cui riva meridionale di questo piccolo specchio d’acqua incuneato nelle terre senesi, rientra nella Regione Lazio, costituendone il punto più a nord in assoluto. E’ una caratteristica di questa parte di territorio la presenza di abitati su rupi di origine vulcanica, quali Orvieto e Civita di Bagnoregio, sulle quali vi sono state in epoca preistorica sovrapposizioni di sedimenti tufacei o di pozzolana, erose dal ritiro dei circostanti bacini lacustri e fluviali.

Un tempo il borgo di Trevinano segnava il confine fra lo Stato della Chiesa e il Granducato e la torre del castello sorvegliava la vallata che scende verso Centeno, antica dogana e presidio militare dello Stato Pontificio sulla strada che collega Toscana e Lazio; il versante contrapposto risale in territorio Toscano fino alla rocca di Radicofani, fortilizio delle guarnigioni al soldo del bandito Ghino di Tacco, predoni che infestavano le carovane in transito sulla via Cassia.

Poco fuori la cinta muraria, lungo l’antica strada che conduceva a Roma, vi è un piccolo santuario Mariano del XVI secolo, la Madonna della Quercia dove si venera la Sacra immagine della Vergine posata sui rami di una quercia, mentre all’incrocio con una strada vicinale, una volta la via principale verso San Casciano dei Bagni, vi è la Chiesa di San Rocco costruita anch’essa nel 1500 circa.

Oggi il paese è abitato da circa 100 persone ed è meta di viaggiatori ed escursionisti richiamati dall’ospitalità della ristorazione offerta dalla trattoria Da Gianfranco, che ritroviamo nelle guide destinati ai viaggiatori, con piatti tipici dell’Alta Tuscia, La Parolina, ristorante stellato Michelin, La Monaldesca e L’Hosteria di Villalba, da Adio.

Dal 2015, gli abitanti del borgo allestiscono nelle strade del paese un Presepe realizzato con sagome in legno ad altezza naturale e dipinte, che, come tutti i Presepi, ogni anno cresce di qualche personaggio.

Il Presepe è visibile dal giorno 8 dicembre, nel giorno della celebrazione dell’Immacolata Concezione con la benedizione a cura del Parroco della locale chiesa, e rimane esposto fino al 6 gennaio, visibile anche in orario notturno, grazie ad una suggestiva illuminazione.

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