Prosegue senza sosta la campagna elettorale di Chiara Frontini candidata a sindaco della Città dei Papi. Dopo il Poggino non poteva non richiamare l’attenzione degli elettori sul disastro della raccolta rifiuti, per questo ha indetto una conferenza stampa davanti all’ingresso della discarica di Monterazzano sulla strada Lemme in località Le Fornaci.

Frontini ha sottolineato che “è ora” di parlare di rifiuti, “un tema fin troppo sottostimato nel corso di questa campagna elettorale. Invece bisogna parlarne perché ci sono chiare e precise responsabilità, ci batteremo – ha proseguito la candidata – fino all’ultima goccia di energia con gli strumenti che avremo a disposizione. Questo deve essere un punto fermo di un impegno che noi ci prendiamo con la città perché siamo gli unici  che ce lo possiamo permettere, perché non abbiamo nessuna cambiale da pagare  nei confronti del  partito che oggi governa la regione o il comune di Roma. Non abbiamo quindi nessun onere nei confronti di chi continua a mandare a Viterbo tonnellate di “monnezza”, parliamo di 300 tonnellate al giorno per tutto il 2022. La cosa è seria, rischiamo di bloccare il ciclo dei nostri rifiuti che era giunto ad un punto di equilibrio: tanto produciamo tanto smaltiamo.

Il concetto lo avremmo ribadito oggi a Gualtieri e Zingaretti se si fossero presentati così come era previsto ma  forse è stato meglio non farsi vedere per non affrontare le critiche su simili argomenti da parte dei cittadini, fino al termine della campagna elettorale. Forse perché non avrebbero avuto argomenti per rispondere alle domande in merito ai rifiuti e al problema dell’acqua pubblica di Talete.

Nonostante l’incendio di Malagrotta di rifiuti a Viterbo non ne sono arrivati, quindi significa e dimostra ancora una volta, se ce ne fosse stato il bisogno, che in fase elettorale per il consenso si adottano misure momentanee”.

Frontini non allenta la presa, ribatte che i viterbesi chiedono a chi si candida a diventare sindaco della città di dire prima del 26 quale soluzioni saranno adottate per interrompere il flusso di rifiuti da Roma verso Viterbo, “sappiano tutti che entro 2 anni potremmo aver saturato la discarica. Oltre al danno anche la beffa quindi di doverci fare carico di studiare il modo di conferire i rifiuti della Tuscia in altro luogo.

Siamo tutti in trepidante attesa di sapere se il TAR bloccherà la richiesta dell’ampliamento della discarica viterbese previsto in 600.000 mila metri bubi per ricevere i rifiuti romani. Siamo felici che chi di dovere in comune si sia opposto ed abbia prodotto ricorso.  Ma la polemica ha radici vecchie infatti  una “soffiata”  sulla spazzatura romana a Viterbo  in consiglio fece nascere un acceso dibattito contro la giunta Michelini.

Vennero fuori delle segnalazioni che denunciavano delle irregolarità nel conferimento della “monnezza romana” negli impianti viterbesi: i rifiuti romani, dopo essere stati trattati come da accordi a Casale Bussi  in trattamento meccanico biologico, non si sa come invece di riprendere la via della Capitale e delle discariche romane, venivano portati a Monterazzano,  senza rispettare le modalità concordate. Ora  Zingaretti e Gualtieri non posso pensare di riempirci di  rifiuti romani ci opporremo in tutti i modi”  ha concluso la Frontini.  

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