VITERBO – Salvando volutamente tutta quella moltitudine di persone che amano il proprio cane e lo fanno vivere in condizioni eccellenti, io verrei continuare la mia piccola crociata verso coloro i quali adottano, o peggio ancora comprano, un cane, vittime della convinzione che si tratti di un peluches inanimato da usare a piacimento nei momenti di gioia o tristezza.

Non può dire di amare gli animali chi prima li accoglie in casa e poi li fa vivere in condizioni di sofferenza o di degrado.

Questo maldestro ed irresponsabile modo di vita, non nuoce solo alla povera bestiolina ma, crea, tra l’altro, un enorme precedente che va ad abbattersi come una scure contro chi lotta da decenni per far si che Fido entri in casa, negli appartamenti, nei condomini, nei ristoranti e nei parchi in genere.

Una gestione snaturata dell’animale quindi nuoce a decenni di lotte ed al cane stesso.

Ad esempio, un cane che abbaia tutto il giorno e tutta la notte perché abbandonato a se stesso, oltre a non essere un cane felice, crea una moltitudine di problemi ed un precedente verso coloro che lo amano e lo accudiscono con cura.

Talvolta, lo dico a denti stretti, non si può quindi tacciare di anti-animalismo il vicino di casa solo perché protesta in quanto non riesce a dormire di giorno a causa dei guaiti spinti dalla solitudine anormale o ad affacciarsi dalla finestra senza che i cattivi odori invadano il suo appartamento.

In verità, in questi casi, il primo a non rispettare la salute, la decenza ed il benessere del cane è proprio il suo padrone.

A quel punto spetta ai vicini, ai passanti o alle forze dell’ordine, intervenire per tutelare indirettamente lo stesso animale da chi dice di amarlo ma in realtà lo abbandona..

Esistono alcuni casi in cui, su iniziativa del condominio o dei proprietari di appartamenti molestati, è possibile chiedere al giudice di sequestrare il cane che abbaia in modo anomalo o obbligare lo stesso vicino ad affidarlo ad altre persone o, comunque, farlo vivere in un luogo diverso e più consono.

Abbiamo ottenuto una Legge che tutela l’abbaio naturale del cane nei condomini, ma noi stessi animalisti non vorremmo mai una Legge che tutela i “padroni della domenica” o i cacciatori che chiudono per sei giorni su sette i cani in gabbie poco più grandi della loro stazza.

Difatti l’abbaiare del cane integra il reato di «disturbo del riposo delle persone» solo quando i rumori sono tali da dar fastidio a tutto lo stabile o alle case situate nei dintorni. Pertanto la tutela penale scatta quando viene lesa la cosiddetta quiete «pubblica» in modo veramente pericoloso e non quando lede la psicoinstabilità di talune persone o famiglie colpite da nevrosi patologica da cane.

Ebbene, tutte le volte in cui l’animale infastidisce un «pubblico» di persone ampio, allora il giudice può disporre il sequestro del cane come misura penale preventiva, volta ad evitare la reiterazione del reato.

Si pensi al caso di chi è costretto a lasciare il fido amico, per tutto il giorno, solo in casa mentre è al lavoro. Secondo la Cassazione, quando c’è il pericolo che il cane, per lo stile di vita del padrone, possa accusare problemi comportamentali o provocare molestie acustiche allora le autorità possono procedere al suo sequestro preventivo. Ma, questa forma, tendo a ribadire, più che tutelare le famiglie, viene esercitata per tutelare in prima battuta la sola salute del cane.

Molti padroni, evidentemente più preoccupati per il proprio interesse che per la salute dei propri animali, sono soliti sedare i propri cani per mantenere il loro status di peluches; Il fenomeno dei tranquillanti per cani è più diffuso e pericoloso di quanto si creda: riduce gli animali in uno stato di torpore, con apatia e letargia.

In questo caso attenzione, può scattare un ulteriore capo di imputazione: quello di maltrattamento degli animali.

Leonardo De Angeli

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email