Si comincia venerdì 23 novembre con una lectio magistralis di Antonello Ricci

 

Venerdì 23 novembre alle 16, presso l’aula blu del DIBAF Dipartimento per l’innovazione nei sistemi biologici agroalimentari e forestali dell’Università degli Studi della Tuscia (in via San Camillo de Lellis snc) s’inaugura il secondo ciclo del master per “Narratori di comunità”.

Ai saluti iniziali, portati dal direttore del dipartimento Giuseppe Scarascia Mugnozza e dal coordinatore scientifico Stefano De Angeli, farà seguito (ore 17) una lectio di Antonello Ricci (Banda del racconto) sulla figura del narratore di comunità, a partire dal controverso articolo del 1934 del filosofo tedesco Martin Heidegger “Perché restiamo in provincia”.

La lezione di Ricci sarà aperta al pubblico. Già sabato si scenderà sul campo: visita al museo della terra di Latera, in compagnia del direttore e docente del master Marco D’Aureli, e al museo della navigazione nelle acque interne di Capodimonte, sotto la speciale guida dell’archeologa Caterina Pisu, direttrice della struttura.

Domenica, infine, il battesimo del fuoco con le passeggiate/racconto.

Appuntamento alle ore 8.30 in piazza Nazario Sauro a Bassano in Teverina per una speciale passeggiata nei boschi con paesaggi sonori di Roberto Pecci e Laura Antonini, iniziativa che, secondo il modello delle comunità narranti, vedrà Banda del racconto in scena fianco a fianco col GAB, il gruppo archeologico locale.

«Entreremo quindi da subito nel vivo di importanti questioni già al centro della precedente edizione del master: narrazione pubblica dei patrimoni, passeggiate/racconto, comunità narranti, forme di restituzione pubblica per la ricerca sul campo. Il programma delle lezioni, che per sei mesi circa avranno luogo a cadenza regolare nei fine settimana, prevede lezioni frontali ed esperienze di laboratorio e sul campo.

Sono già numerosi i “focolari narrativi” individuati in attesa di essere attivati. Come nella scorsa edizione, per esempio, le lezioni torneranno ad occuparsi di dialetto e poesia dialettale, ma con nuovi protagonisti. Insomma, simile il contenitore, ma contenuti del tutto nuovi. Senza snaturare la fisionomia originale dell’iniziativa, aprendo alle sollecitazioni che proprio nel corso del precedente anno accademico Banda del racconto ha raccolto sul suo cammino.

Da venerdì 30, anticipiamo infine, il secondo ciclo di lezioni. Sarà la volta dei patrimoni immateriali con una lectio itinerante lungo il percorso della Macchina di Santa Rosa che vedrà protagonista Massimo Mecarini, presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa e, a seguire, la presentazione del nuovo libro di Antonio Riccio, “Santa Rosa e i viterbesi” (La Caravella edizioni)».

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