Un tesoro archeologico e storico scoperto nelle fondamenta del borgo fasma di Celleno (VT), nominato tra i più bei borghi fantasma d’Italia da The Guardian. Di recente scoperta un butto di orgine etrusca, tra i più grandi del Centro Italia come riferiscono gli esperti. L’enorme serbatoio di 4 metri veniva impiegato da popolo etrusco come riserva idrica, successivamente in epoca medievale, lo stesso veniva impiegato per gettare spazzatura e oggetti inutilizzati. Da qua il termine ‘butto’. Nel corso degli scavi molte ceramiche pregevoli di epoca medievale sono state rinvenute e saranno esposte nel museo diffuso di Celleno, nei percorsi attorno al Castello Orsini.

Nel percorso tematica anche per la prima volta al pubblico un prezioso Glirarium, utilizzato in epoca romana per allevare ghiri, presenti nell’alimentazione dell’epoca.

L’apertura per la prima volta al pubblico è avvenuta sabato 12 giugno presso il Borgo fantasma di Celleno, nella zona antica del paese. Durante l’evento saranno presentati i lavori attraverso l’intervento dei responsabili del Mibact, della Regione Lazio, dell GAL in Teverina, dell’Università degli Studi della Tuscia e della Fondazione Carivit.

Celleno Vecchio

 

La scoperta del prezioso rinvenimento risale al 1975 quando nel piccolo comune del viterbese dove ebbe luogo un vero “romanzo criminale” con saccheggi, pestaggi e colpi di pistola con soffiata finale alle forze dell’ordine.

Qualche giorno prima avevano litigato per la spartizione del bottino. Pare si presero a palate. partì pure qualche pistolettata. Uno di loro non accettò l’affronto e spifferò tutto alle forze dell’ordine. Una soffiata, che permise di catturare i criminali. probabilmente i 5 si misero di nuovo d’accordo e tornarono a scavare il butto. Ma era troppo tardi. Carabinieri e soprintendenza intervennero e catturarono tutti. Però – prosegue Romagnoli – dieci camion carichi di materiali erano partiti portando in tutta Italia il prezioso carico. Ceramiche e altri oggetti”.

Lo studio dell’aera è stato avviato nel 2015 in accordo con l’amministrazione comunale di Celleno, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale e l’Università degli Studi della Tuscia, dipartimento di Studi linguistico-letterari, storico-filosofici, giuridici. Il progetto è coordinato da Giuseppe Romagnoli. Appuntamento alle 17 presso il palazzo della Cultura, piazza Benvenuto Cellini a Celleno.

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