VITERBO – “Guardando la foto, con relativa didascalia, pubblicata in prima pagina da un quotidiano locale venerdì 29 c.m., si vedono inquietanti figure, insegnanti che impugnano armi pericolosissime: i libri. La didascalia recita: “ I precari della scuola e della Provincia invadono via Saffi. E’ accaduto ieri sera alle 20. Circa 150 persone, dopo avere presidiato Piazza del Comune per una manifestazione della scuola sotto la Prefettura, si sono dirette a Palazzo Gentili dove era in corso un convegno del PD sulla riforma delle province con vari parlamentari tra cui Alessandro Mazzoli, attorno ai quali è stato subito stretto un cordone di sicurezza da parte della Polizia”. Ecco come si inviano messaggi distorti, notizie superficiali e inesatte, per cui il lettore, che legge per essere informato, non può sapere che cosa sia realmente successo. Possibile che nessun giornalista presente abbia sentito il dovere professionale di riferire i fatti per come si sono realmente svolti e di usare parole appropriate dopo avere verificato le situazioni?

 

Sentiamo di dovere chiarire e rettificare. Giovedì, 28 c.m., si sono svolti, a Viterbo, due eventi significativi.

 

Uno , nella sala delle Provincia, dove l’on. Mazzoli, il sottosegretario Rughetti e altre personalità politiche, spiegavano a noi, persone di dubbie capacità di comprensione, la cosiddetta riforma che “sopprime” le province; l’altro, in Piazza del Comune, era il flash mob “Io amo la Scuola”, previsto in 80 città italiane e organizzato dagli insegnanti di ogni ordine e grado, (non si trattava, quindi, di precari ma di tutte le categorie della scuola, con la presenza di tutte le rappresentanze sindacali e non era un presidio o una manifestazione sotto la prefettura come erroneamente riportato) per richiamare l’attenzione del governo e della popolazione, ancora una volta, sulla cosiddetta riforma “ Buona Scuola” che, se approvata definitivamente, comprometterà il concetto stesso di Scuola Statale , condizionando e svilendo il lavoro duro, impegnativo e delicato degli insegnanti. Alla fine del flash mob, gli insegnanti hanno ritenuto di partecipare all’evento che si svolgeva in Provincia e sfruttare l’occasione e la possibilità di esprimere a membri del Parlamento le ragioni delle loro serie e motivate manifestazioni e per chiedere un ripensamento sul voto, qualora la situazione lo richiedesse (voto al Senato ed eventuale ritorno alla Camera). I politici, nel vederli, hanno chiarito che, essendo la Provincia l’argomento dell’incontro, non c’era nessuna possibilità di parlare di scuola. Gli insegnanti non hanno reagito se non sventolando le loro armi tipiche: i libri.

 

Un impiegato della Provincia, invece, ha “reagito”, con un intervenuto molto duro per manifestare la sua esasperazione di fronte alle solite chiacchiere inconcludenti su decisioni e leggi che non risolvono i problemi ma creano guerre fra poveri, frustrazioni, mancanza di prospettive per il futuro. I lavoratori della provincia e quelli della scuola, in quel frangente, si sono trovati accomunati da effetti simili: problemi irrisolti, soluzioni pasticciate che rivelano superficialità, pressappochismo, scarsa conoscenza delle situazioni che si pretende di risolvere, visto che gli onniscienti nostri governanti non ascoltano, convinti come sono di avere la verità rivelata che poi spiegano a noi con la lavagna e, tra poco, anche con corsi di recupero. Dopo questo intervento, che un giornalista avrebbe dovuto riferire e approfondire, gli insegnanti hanno chiesto il ritiro del DDL “Buona Scuola”. A questo punto, l’on. Mazzoli, con grande sprezzo del pericolo, ha parlato circa cinque minuti con gli insegnanti, fuori dalla sala, fissando con una delegazione un appuntamento per venerdì prossimo. Quanta generosità! Quindi il gruppo si è sciolto e ognuno ha ripreso la propria strada. Con un ulteriore senso di frustrazione, avvilimento, impotenza. Le forze dell’ordine non hanno mai avuto così poco lavoro come in quel pomeriggio, con buona pace di chi vede cordoni di sicurezza della polizia e politici accerchiati e in pericolo. E’ un problema di vista debole o altro? Si consigliano visite oculistiche”.

 

Comitato LIP (Legge di Iniziativa Popolare per una Buona scuola per la Repubblica) di Viterbo

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