VITERBO – “Le sentenze si rispettano ma possono e, in alcuni casi, “devono” essere impugnate! La storia infinita dell’appalto mense scolastiche, risalente ormai al 2005, continua a far parlare di sé nonostante sia trascorso un decennio e continua ad impegnare gli allora amministratori comunali, come una sorta di “peccato originale” dal quale sembrerebbe impossibile liberarsi.

 

Lungi dal voler contestare in questa sede i contenuti della sentenza della Corte dei Conti del Lazio da ultima espressasi sulla vicenda, i cui criteri di valutazione verranno puntualmente resi oggetto di impugnazione, preme in questa sede chiarire solo alcuni aspetti strettamente legati alla tutela della personalità e della moralità dei soggetti coinvolti.

 

E’ bene ricordare come in sede penale ed in sede erariale sia stato radicalmente ESCLUSO ogni elemento collusivo anche solo indirettamente collegato alla fattispecie criminosa della corruzione in capo al Rotelli e al Rossi, tanto da derubricare l’ipotizzato reato di corruzione in mero abuso d’ufficio da un lato e tanto da rigettare la richiesta di condanna per danno da tangente dall’altro.

 

Ciò che è rimasto in piedi, ad oggi, è una condanna erariale per un debito fuori bilancio riconosciuto dal Comune nel 2008, a seguito della risoluzione del contratto d’appalto, per coprire spese relative ad una serie di contenziosi legali sorti a distanza di oltre due anni dall’aggiudicazione del contratto stesso e gestiti in autonomia da altro settore comunale.

 

La condanna non definitiva attualmente emessa e le somme dovute dal Rotelli e dal Rossi, quindi, si legano a vicende che solo indirettamente traggono origine dall’aggiudicazione dell’appalto e che, per dovere di chiarezza, non trovano fondamento in alcun atto o provvedimento ascrivibile concretamente ai due amministratori.

 

Non può certo darsi conto in questa sede delle argomentazioni giuridiche che sostengono e sosterranno le impugnazioni a vario titolo proposte, soprattutto la sentenza della Corte dei Conti è una pronuncia molto tecnica i cui passaggi non possono essere letti in maniera decontestualizzata rispetto all’intero corpo decisionale, come invece avviene fin troppo spesso per sensazionalizzare vicende ancora in attesa di un giudizio definitivo. Rossi e Rotelli, ponendo piena fiducia nel sistema giurisdizionale italiano, confidano nell’accoglimento delle impugnazioni proposte in sede penale e che si andranno a proporre in sede erariale per vedersi finalmente scagionare da ogni addebito”.

 

Avv. Gioia Maria Scipio
Avv. Benedetto Cimino

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