VITERBO – (M.C.) “Abbiamo appreso con grande sgomento che alle 19,30 di oggi 14 febbraio 2015 il nostro grande Presidentissimo Nello Celestini (foto) ha lasciato questa vita terrena. Ora, con tanti altri Facchini, riposa sereno sotto l’aura celeste della nostra Rosina. Nello sei e sarai sempre insostituibile”. Con queste parole i Facchini di Santa Rosa hanno dato la notizia della morte del presidente emerito Nello Celestini, vera e propria icona del Sodalizio e dei reali valori insiti in un facchino. Con lui se ne va un pezzo di storia di Viterbo.

 

I funerali si svolgeranno lunedì 16 febbraio 2015 alle ore 10.00 presso la Chiesa Santa Rosa.

 

Tra i primi a ricordare la figura di Nello Celestini, l’ex sindaco di Viterbo, Giulio Marini: “Appena ho saputo della scomparsa del sor Nello, mi sono comparsi i tanti ricordi che mi legano alla tradizione del secolo passato alla Macchina di S.Rosa ed ai suoi facchini, ricordi indelebili ed entusiasmanti che Noi Viterbesi portiamo non solo sulle spalle, ma anche nel Cuore. Caro Nello hai smesso di portare la tradizione sulle spalle, ma rimarrai sempre nei nostri Cuori! Un sentito e amichevole pensiero alla Tua famiglia e a tutto il Sodalizio a cui eri legato come fosse la Tua famiglia!”.

 
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“Fatica e devozione. Sulle sue spalle sacchi di farina ogni giorno e la Macchina di Santa Rosa ogni tre settembre. Il lavoro quotidiano al consorzio agrario e la sua grande passione per la nostra Santa. Questo è stato Nello Celestini per gran parte della sua vita. Un uomo che racchiude il significato della viterbesità più autentica, più vera. Il sindaco Leonardo Michelini lo ricorda in questo modo Nello Celestini, “padre” del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, facchino, esempio di vita, di fede e devozione. “Conosceva lo spirito di sacrificio, sapeva cos’era la fatica – aggiunge il sindaco -. Adorava i “suoi leoni”, i facchini. Li ha seguiti per tanti anni davanti la Macchina, da presidente del Sodalizio, poi da capofacchino, e poi ancora da presidente onorario di quel sodalizio che lui stesso ha fondato. Ha saputo trasmettere quei valori preziosi e indispensabili che fanno di uomo un vero facchino, degno di portare sulle proprie spalle la nostra Rosa”.Presente a quasi tutte le cerimonie dedicate alla santa patrona. Ogni 3 settembre e non solo. “Ricordo lo scorso 27 maggio al palazzo papale in occasione del trentesimo anniversario della visita pastorale di Papa Giovanni Paolo II a Viterbo. Il pontefice a cui Nello aveva stretto la mano in occasione di quel trasporto straordinario della Macchina di Santa Rosa del 1984. Un uomo forte e coraggioso, come in molte occasioni ha dimostrato di essere. Mi viene in mente la sera del 3 settembre 1986. La tragedia sfiorata all’arrivo di Armonia celeste davanti alla basilica di Santa Rosa. Con la fede nel cuore e la grinta di un leone trovò il coraggio e la forza di rimettere in piedi una situazione di grande difficoltà e pericolo. Quel suo coraggio lo trasmise a tutti coloro che erano sotto la Macchina, chi piegato sulle ginocchia, chi fortemente provato dal peso e dal dolore. “Raga’, tiramo su sta Machina”. Oggi, a quasi trent’anni da quel 3 settembre, ricordiamo lo spavento dei presenti, la forza dei facchini, il coraggio di Nello e il pensiero di tutti a santa Rosa. Era un uomo libero, nel pensiero e nello spirito, un uomo di grande coerenza e moralità, fortemente attaccato alla tradizione della sua Viterbo. Nello era facchino nel cuore, non solo con il fisico. A Nello vogliamo dedicare un riconoscimento speciale per l’inestimabile contributo che ha dato a questa città durante la sua vita. Lo faremo in occasione delle prossime festività di Santa Rosa – conclude il sindaco -. A nome mio personale, di tutta l’amministrazione e dell’intera città di Viterbo, le più sentite condoglianze alla famiglia di Nello, ai figli Lorenzo e Laura, e a tutto il Sodalizio Facchini di Santa Rosa”.

 
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“Con la scomparsa di Nello Celestini se ne va non solo una tra le figure più importanti nella storia del trasporto di Santa Rosa, ma anche una persona autentica, schietta, franca e vera. Sappiamo che il Sodalizio esiste grazie al suo impegno e da allora i facchini hanno acquistato ancora più prestigio. Tutto quello che Nello ha fatto lo ha fatto pensando al bene di Viterbo e della sua santa. Ho di lui tanti ricordi, il più importante dei quali legato proprio al trasporto di Santa Rosa. Per alcuni anni, infatti, a suonare per il corteo storico è stata la banda musicale di Canepina e, da sindaco, questo era per me un onore. Tutto ciò era possibile grazie proprio a Nello, legato a Canepina da un affetto profondo viste le sue origini, e dall’allora presidente della banda musicale professor Franco Benedetti. Tanto è vero che Nello e una rappresentanza del Sodalizio erano soliti partecipare a Canepina alla festa di Santa Cecilia, presso la cantina di Santa Corona (c’è ancora una targa a ricordarlo). E col passare del tempo, oltre che istituzionale, il rapporto divenne di sincera e franca amicizia. Negli ultimi anni chedevo sempre al figlio Lorenzo notizie di Nello, che in questo momento ringrazio per aver segnato in maniera indelebile, con la sua presenza e i suoi modi, una bella stagione della mia vita istituzionale e personale Alla famiglia di Nello Celestini vanno le mie più sentite condoglianze, insieme ad un pensiero affettuoso ai facchini di Santa Rosa”.

 

Enrico Panunzi
Presidente Sesta Commissione Consiliare Regione Lazio

 

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“Nello Celestini rappresenta per Viterbo una figura mitica. Racchiudeva la passione, la forza, la schiettezza dei viterbesi. Caratteristiche ben note a chi ha avuto la fortuna di incontrarlo nella sua vita. Era una di quelle persone che non passano inosservate, anzi restano ben impresse nella memoria. Bastavano pochi minuti di chiacchiere per capire chi fosse. Io sono tra quei fortunati che l’hanno conosciuto. Molti i ricordi che mi legano a lui. Ho avuto il piacere di confrontarmi con Nello per le sue idee, per il suo impegno civile, per il suo amore incondizionato per Viterbo. Il suo è sempre stato il punto di vista di uomo che ragiona e agisce in difesa dei più deboli e della giustizia sociale.Incontrarlo significava toccare con mano la forza di Santa Rosa e dei Facchini. E il suo esempio continuerà a rappresentare questo messaggio. Quando ero presidente della Provincia, si moltiplicavano le occasioni di incontro durante l’anno per i preparativi e i festeggiamenti collegati a Santa Rosa. Ricordo la sua precisione nel fare, la fierezza unita al senso del rispetto con cui portava avanti il suo impegno. Sentimenti che ha trasferito al Sodalizio dei facchini, che lui ha reso una sorta di fucina per chi ne fa parte, all’insegna della schiettezza, dell’onestà, del senso di appartenenza alla città e alle sue tradizioni religiose. Un pensiero va in questi momenti alla sua famiglia per la perdita subita e ai facchini, per i quali era una figura di riferimento insostituibile ”.

 

On. Alessandro Mazzoli
Deputato Pd

 

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“Con Nello Celestini se ne va una persona di grande spessore, tra gli uomini che più di tutti hanno saputo interpretare le tradizioni e la storia della città di Viterbo”. A dichiararlo è Riccardo Valentini, Vice capogruppo del Partito Democratico al Consiglio regionale del Lazio.
“Nel corso della sua vita – prosegue Valentini – Nello Celestini ha amato talmente tanto la Città dei Papi, con passione e devozione, da rappresentarne l’identità stessa, contribuendo in modo decisivo a fare del Trasporto della Macchina di Santa Rosa quel Patrimonio dell’Umanità che è diventata oggi, lasciando infine alle future generazioni di facchini strutture organizzative solide, una ricchezza umana e organizzativa di cui andare ovunque orgogliosi e fieri. Per questo, Nello Celestini – conclude Riccardo Valentini – non solo è un simbolo, che resterà in eterno nella memoria dei viterbesi, ma un esempio di vita da seguire, un punto di riferimento per ciascuno di noi. Viva Santa Rosa! Viva Nello Celestini!”

 

Riccardo Valentini
Consigliere regionale Pd

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