NEPI – In questi giorni anche a Nepi, come in altri comuni della Tuscia, sono arrivate bollette idriche inviate dalla Società Talete che hanno scioccato i cittadini. Moltissime le voci di protesta che si sono sollevate nell’intero paese , specie se si fanno i confronti con gli importi degli anni precedenti; e la rabbia è accentuata dal fatto che sinora, nella cittadina, c’era anche un’ordinanza di non potabilità a causa di parametri di arsenico e fluoruri non conformi.

 

Dalla nota Asl del 27 febbraio 2015 si evince, però, che dopo il trattamento di dearsificazione e defluorizzazione i parametri di arsenico e fluoruri sono conformi ai valore di riferimento e tale ordinanza di non potabilità potrebbe essere presto revocata, ma non per questo si placano le polemiche dei cittadini nepesini suscitate dal fatto che la Talete ha recapitato bollette con importi e conguagli esorbitanti a seguito dell’aumento della tariffa con effetto retroattivo dal primo gennaio 2014, applicandola anche ai periodi in cui l’acqua non era potabile e questa per i cittadini è una grande ingiustizia.

 

Nell’ambito del progetto “cittadino informato” le associazioni “Tu per Nepi e l’associazione “E. Berlinguer” hanno organizzato un’assemblea pubblica per analizzare le criticità nella gestione idrica, le conseguenze del piano di rilancio della Talete ed aspetti sanitari legati all’esposizione di arsenico. Sono stati inizialmente illustrati gli ultimi risultati delle indagini epidemiologiche degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da arsenico nelle acque potabili da cui è emerso che il rischio relativo associato a neoplasie, malattie dell’apparato respiratorio, malattie del sistema cardiocircolatorio risulta elevato e Nepi si colloca tra i paesi con più alto rischio relativo per tutte le cause di mortalità. Visto il grande interesse e la richiesta di maggiori chiarimenti si è deciso di approfondire tali aspetti sanitari il prossimo 22 marzo 2015 con la Dott.ssa A. Litta, rappresentante dell’Associazione medici per l’ambiente.

 

Particolare attenzione tra i numerosi partecipanti all’assemblea pubblica ha suscitato l’intervento di Bengasi Battisti, stimato sindaco di Corchiano e coordinatore nazionale enti locali per l’acqua pubblica, secondo il quale i cittadini oggi lamentano bollette molto alte, ma questa situazione di disagio è connessa alla gestione di tipo privatistico del servizio idrico curato dalla Talete S.p.A., che per sua natura giuridica deve perseguire il profitto attraverso la tariffa. Occorrerebbe, invece, gestire l’acqua considerandola come un bene comune e non una merce, un diritto e non un privilegio; principi che significano avviare un nuovo processo con la costituzione di un consorzio di Comuni per la gestione idrica. La proposta di Bengasi Battisti è quella di chiudere l’esperienza societaria della Talete, soggetto privato che risponde alle regole del mercato e andare verso la costituzione di un nuovo soggetto di diritto pubblico che garantirebbe stabilità per i lavoratori, maggiore trasparenza e democrazia per i cittadini, perché i consorzi hanno l’obbligo di approvazione di piani e bilanci da parte dei consigli comunali. Alcuni esempi in Italia, infatti, hanno prodotto netti miglioramenti del servizio e contenimento dei costi. Secondo Bengasi Battisti occorre proporre, in assemblea dei sindaci la ripubblicizzazione e il conseguente affidamento della gestione idrica ad un consorzio di Comuni che potrà ottenere sostegni economici dalla fiscalità generale e dalla Regione per sostenere la debolezza del nostro A.T.O.1, senza incorrere nelle infrazioni Europee di sleale concorrenza.

 

L’attuale governo, con lo “Sblocca Italia”, ha introdotto norme che privatizzano e pertanto, si rende necessaria quella “resistenza normativa locale” che nella legge regionale di iniziativa popolare del Lazio 5/2014 ha trovato piena realizzazione. Tale norma deve compiere il suo percorso con l’approvazione dei nuovi bacini idrografici e la nuova convenzione di cooperazione che permetterà una gestione pubblica e partecipata e i movimenti dell’acqua hanno elaborato una proposta di 19 bacini idrografici per il Lazio, presentandola al Presidente della Regione Lazio e ai consiglieri per la sua approvazione, in alternativa alla possibile gestione unica regionale e si auspica il coinvolgimento di molti altri Sindaci della Tuscia per rafforzare la proposta di ripubblicizzazione. L’incontro ha sviluppato molte discussioni e si è concluso con l’intento di chiedere al sindaco di Nepi Pietro Soldatelli la convocazione urgente di un Consiglio comunale aperto per poter discutere di queste problematiche e del futuro del servizio idrico anche con l’amministrazione, come sta accadendo nei comuni limitrofi, mettendo in atto tutte le azioni necessarie in regime di massima collaborazione tra gli enti interessati e cercando di dare possibili risposte ai cittadini.

 

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