Visto il grande interesse che si è creato intorno al nostro articolo sulle problematiche del settore ovicaprino, crediamo opportuno fare ulteriori considerazioni e precisazioni sull’argomento.

Intanto non possiamo evitare di essere critici sulla bozza di PSN che ha escluso dall’ecoschema 2 per gli allevamenti, il settore ovicaprino dalla misura del pascolamento.
In una Politica agricola comunitaria che riduce ulteriormente e sostanziosamente i fondi destinati all’agricoltura, essere fuori da un contributo che in casi simili, (per esempio la misura del benessere animale della Regione Lazio) comprendeva il settore ovicaprino oltre a quello bovino e suino, lascia sconcertati.

Sconcerto che diventa apprensione in tutti gli allevatori che vivono un lungo periodo di crisi, acuito negli ultimi mesi dai forti aumenti delle materie prime.
Con un costo di produzione aumentato almeno del 60/70% ed un prezzo di vendita del latte rimasto invariato, è in discussione la sopravvivenza stessa del settore ovicaprino.
Di conseguenza l’esclusione dal futuro ecoschema non diventa un’opportunità persa ma una potenziale condanna che deve assolutamente essere evitata.

Confagricoltura nazionale e Confagricoltura Viterbo-Rieti si sono già mosse dichiarando la loro ferma contrarietà nei riguardi di tale scelta: contatteremo a breve tutti i maggiori  rappresentanti politico-istituzionali dell’alto Lazio, cominciando dal sottosegretario Francesco Battistoni, per tentare, insieme a loro, di scongiurare l’avverarsi di un’eventualità nefasta non solo per il settore ovicaprino ma per tutta l’agricoltura e l’economia viterbese.