VITERBO – “E’ il primo provvedimento strutturale della Regione Lazio. Si adottano misure orientate alla valorizzazione e alla modernizzazione di un settore trainante per l’economia dei nostri territori e si velocizza il processo di semplificazione. Un segnale importante per un sistema produttivo che fa ancora fatica ad uscire da otto anni di crisi profonda”. Angelo Pieri e Luigia Melaragni (foto), rispettivamente presidente e segretaria della CNA Associazione di Viterbo e Civitavecchia, esprimono soddisfazione per l’approvazione, con voto unanime del consiglio regionale del Lazio, del nuovo Testo Unico per l’Artigianato.

 

“Questo atto -evidenziano- rende possibile la predisposizione del piano triennale per il settore e dei relativi interventi. Ciò significa che potranno finalmente ripartire, dopo uno stop di sei anni, i bandi per l’artigianato. La legge varata prevede l’istituzione di un Fondo che ha una dotazione complessiva di 12 milioni di euro per il triennio 2015-2017”.

 

“Come ha affermato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico e alle Attività Produttive, Guido Fabiani, che ringraziamo per aver accolto anche il contributo della nostra Associazione nel confronto sulla nuova disciplina, non tutti i sistemi economici possono vantare la presenza di una comunità artigiana che ha millenni alle spalle, ma che si è trasformata ed è presente e attiva con competenze, passione, rispetto delle tradizioni e peculiarità territoriali. Il Testo -osservano Pieri e Melaragni- è volto a dare valore proprio a questa ricchezza straordinaria che il Lazio possiede. Si promuove, infatti, l’artigianato artistico e tradizionale, anche con la nascita delle botteghe scuola e il riconoscimento della figura del maestro artigiano, oltre che incentivandone l’espansione sui mercati internazionali, così come si sostengono le attività più innovative, connesse all’utilizzo di nuove tecnologie e dell’e-commerce e alla condivisione dei saperi”.

 

Le imprese, grazie a questa legge, potranno accedere ad agevolazioni finanziarie per la ristrutturazione di immobili, l’acquisto di macchinari e attrezzature, l’adeguamento alle norme sulla sicurezza negli ambienti di lavoro. Beneficeranno, inoltre, di incentivi per la ricerca, l’occupazione e il ricambio generazionale, il coworking, la partecipazione a fiere e a progetti per l’internazionalizzazione.

 

Non meno rilevante è la parte che riguarda la semplificazione e la sburocratizzazione. “Sono state compiute scelte coraggiose, che avranno certamente una ricaduta positiva”, commentano il presidente e la segretaria della CNA. Tra le disposizioni del Testo Unico, l’adeguamento dei procedimenti di iscrizione, cancellazione e modifica delle imprese alla procedura nazionale ComUnica; la cancellazione delle Commissioni Provinciali per l’Artigianato (con un risparmio stimato in circa 2 milioni di euro l’anno) e la riduzione dei componenti della Commissione Regionale da tredici a otto; l’abolizione dell’Osservatorio per l’Artigianato.

 

“Questo provvedimento proietta l’artigianato verso il futuro. Nelle prossime settimane, terremo degli incontri per l’approfondimento del Testo”, concludono Pieri e Melaragni.

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