Confimprese Viterbo scrive al Dr. Giovanni Bruno, Prefetto della Provincia di Viterbo per «evidenziare serie ulteriori problematiche che si concretizzeranno dal primo di gennaio 2021 se non ci saranno provvedimenti di proroga.

Ci riferiamo alla mancata proroga dell’invio delle cartelle esattoriali, dei pignoramenti e delle esecuzioni che scaturiranno dal rinnovo dei precetti e dalla ripresa delle attività di recupero coattive. Poichè Lei rappresenta il governo sul nostro territorio  ci sentiamo in dovere  di avvisare che a fronte di 31milioni di atti da inviare sul territorio nazionale ci saranno decine di migliaia di avvisi che arriveranno anche nella nostra città e nella provincia.

Per quanto detto ci lascia sbalorditi il fatto che il governo non abbia pensato alle  aziende nazionali in gravissima crisi con l’avvento del Covid: giova infatti ricordare, per la nostra provincia, che gli indicatori economici e statistici  avevano già subito forti decellerazioni dal 2009 e da quell’anno l’economia locale come quella nazionale ha avuto una forte stagnazione.

Con il Covid la situazione è diventata drammatica e il comparto turistico e dei servizi alle imprese e alla persona ha avuto un vero e proprio crollo. Alla luce di quanto summenzionato molte aziende e famiglie rischiano di essere attaccati dall’azione   della riscossione, sia pure legittima ma in un momento dove detti soggetti si aspettano solidarietà e aiuto, viste anche le forti limitazioni a svolgere il lavoro. Oltre a quanto sopra un fatto ancor più grave è il rischio di forti aggregazioni di persone dinanzi e dentro gli uffici di agenzia entrate  e agenzia entrate riscossione.

E’ ovvio – si legge nella lettera del Presidente, Gianfranco Piazzolla, – che al pervenire di migliaia di atti ed esecuzioni i soggetti destinatari si recheranno presso gli uffici a vario titolo, sia per chiedere informazioni, che per chiedere rateazioni o altre spiegazioni. Il risultato logico sarà un forte rischio per i cittadini e gli operatori degli uffici, proprio in un momento dove si predica la massima cautela.

Un potenziale rischio sanitario che potrebbe causare forti pericoli di focolai. In ultimo ci preme far notare che alcune  partite iva che hanno avuto cattiva sorte chiudendo l’attività  e alle quali sono collegate persone e famiglie finite in povertà assoluta nell’assordante silenzio di servizi sociali  e uffici preposti a questo genere di emergenze. Gente senza reddito e senza aiuto che rischia potenzialmente di esporsi verso lavori ambigui o addirittura fuori ogni regola.

A tale proposito Le chiediamo di stimolare i servizi sociali di ogni ente preposto a considerare queste povere persone sfortunate alla pari di altri sfortunati, quali richiedenti asilo, gente che fugge dalle guerre o altri che hanno garantita assistenza, pasti caldi giornalieri, un tetto e dignità, quella dignità e voglia di vivere che molti hanno perso con l’avvento di questo terribile virus.

Certo della Sua attenzione confidiamo che possa recepire quanto sopra scritto al fine di comunicare agli organi preposti del governo quanto evidenziato».