«Sono passati alcuni giorni – comunica Francesco Palese Segretario Generale FENEALUIL  – dalla nostra denuncia su evasione ed elusione nel settore edile della nostra provincia che dobbiamo annotare di non aver provocato nessuno scossone ne’ tra i politici locali ne’ alle Amministrazioni Pubbliche.


Eppure siamo stati molto chiari, i dati a Viterbo sono questi:

Periodo 2009/2010 lavoratori censiti 4.766 imprese censite 1.172
Periodo 2016/2017 lavoratori censiti 2.452 imprese censite 649
Giugno 2018 lavoratori censiti 1.822 imprese censite 630

Disoccupazione tra i lavoratori EDILI che sfiora il 50%.
Imprese Viterbesi chiuse dal 2009 ai primi mesi del 2018 oltre il 40%
Dati di una vera e propria catastrofe.
Senza parlare poi dell’indotto che gira intorno al settore edile del quale possiamo stimare l’omogeneità dei dati negativi.
I motivi della chiusura di molte imprese per cui licenziano i propri lavoratori, è perché non riescono a far fronte ai numerosi lacci e laccioli burocratici per le aperture di nuovi cantieri e nella maggior parte dei casi, per i pagamenti che devono ricevere in forte ritardo sia dalle Amministrazioni Pubbliche che dai Privati.
La crisi economica si è abbattuta pesantemente sulla nostra provincia con conseguenze drammatiche.
Oggi più che mai è essenziale la prosecuzione dell’azione sindacale per dare voce ai diritti e alle esigenze dei lavoratori.
Non è possibile, nemmeno immaginare, che la crisi economica la debbano pagare e scontare i lavoratori, mentre la classe dirigente del Paese se ne sta lì a guardare come se nulla fosse.
Dove sono andati a finire tutti questi lavoratori; per molti anche il ricorso agli ammortizzatori Sociali (vecchia Disoccupazione Ordinaria e Speciale Edile ora NASPI) è oramai da tempo finito e non possiamo pensare che tutti non lavorano e non apportano il giusto sostentamento alle loro famiglie.
Infatti sappiamo con certezza che molti lavoratori si sono giustamente “riciclati”, ovvero prestano la loro attività presso aziende di altri settori merceologici, o che comunque operano nel settore edile ma con altri contratti, come metalmeccanici, dei servizi oppure sono assunti a Part Time, o lavorano irregolarmente.
Purtroppo oggi, nel settore edile succede anche questo, imprese che pur operando nel settore, edili non sono, adottando contratti diversi che vanno dalla Metalmeccanica all’Agricoltura ai Multiservizi e questo solo a loro vantaggio, non certo per i lavoratori.
Premettendo che, fortunatamente di imprese sane nel Viterbese, ce ne sono e che per essere in regola, fanno i salti mortali, ci sono aziende che usano altri contratti, erogando al lavoratore una paga inferiore a quella prevista all’Edile, ed inoltre non sono iscritte presso la Cassa Edile e non sono censite dagli altri enti come Ente Scuola e Comitato Paritetico e quindi al lavoratore, non vengono adottate le norme previste sulla formazione professionale e sulla formazione alla sicurezza.
Basi queste essenziali per una corretta attività nel settore edile, potendo così prevenire infortuni e aumentare le professionalità tra i lavoratori.

Altro fattore invece, sono quelle aziende che, sempre a loro vantaggio, assumono personale a Part Time, cioè in regola per 40, 80 ore mensili e le altre (perché certo un muratore o un carpentiere, non può interrompere la sua prestazione a metà giornata e poi andare via), si lavora senza regole.
Di queste aziende se ne possono trovare tra gli elenchi della Cassa Edile, alle quali l’Ente chiede conto, ma purtroppo le leggi e le norme lo prevedono, ma di certo non possono essere adottate nel settore edile, ma solo in casi eccezionali non prolungati.
Poi ci sono aziende che pur inviando alla Cassa Edile le ore previste per i dipendenti, puntualmente, ed alcune anche da anni, non attengono al loro pagamento e quindi il lavoratore si vede mancare un altro pezzo utile della sua retribuzione.
Altre aziende ancora più “furbe”, assumono i lavoratori come se fossero tutte PARTITE IVA o COLLABORATORI o SOCI LAVORATORI, cosicché qui si elude tutto, Cassa Edile, INPS, ecc..
In tutti questi casi, le aziende ricevono il PERMESSO A COSTRUIRE dalle Amministrazioni Comunali, alla faccia della regolarità prevista dalla legge in merito al DURC il Documento Unico di Regolarità Contributiva oggi chiamato anche DOL, Documento On Line, del quale le aziende devono essere in possesso al fine di iniziare l’attività lavorativa in un determinato cantiere o abitazione o altro.
Questo DURC o DOL come fanno ad averlo regolare e come fanno le Amministrazioni Comunali a dare loro il permesso a costruire?
Sono domande che facciamo ed abbiamo fatto, ma mai con risposta.
Anche l’Ispettorato del Lavoro fa quello che può fare, la provincia è vasta, i controlli vanno fatti in tutti i settori e gli Ispettori sono pochi.
Ecco appunto che le Amministrazioni devono fare il loro dovere.
Cosa dire poi degli appalti in provincia.
Una cosa è vera, costruire come prima non si può e si deve fare attenzione al territorio e all’ambiente, ma se un’opera importante come la Superstrada OrteViterbo – Civitavecchia che possa dare sviluppo economico all’intera provincia collegando l’Adriatico con il Tirreno per il transito delle merci, avvicinare la Tuscia all’Etruria, si dovrà fermare a Monte Romano, si metterà ancora più in crisi il territorio Viterbese, sia sul fronte dello sviluppo che sul fronte della possibilità di occupazione sia di imprese che di lavoratori locali.
C’è inoltre, ancora moltissimo da fare sulla rigenerazione e sulla riqualificazione urbana e dei centri storici, sull’housing sociale e tanto altro sia a Viterbo che nella provincia.
Quindi insomma, rimbocchiamo tutti le maniche politici, associazioni sindacali ed amministrazioni pubbliche, ne va per l’occupazione quella sana, per lo sviluppo e per riportare il territorio a quello di una volta, una provincia sana e chi si regga sulla legalità».

 

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