«Noi lavoratori sciopereremo per molti motivi:

per contrastare il continuo taglio di posti di lavoro, sono 10000 i posti di lavoro in meno previsti da questa riorganizzazione;

perchè si torni a dare un servizio costante e capillare con la qualità che avevamo raggiunto prima di questa assurda riorganizzazione;

per i cittadini che vedono la loro corrispondenza non “a giorni alterni” ma, alcune volte, a settimane alterne;

perché finiscano, nel settore Bancoposta, le continue pressioni commerciali per il raggiungimento di obiettivi sempre più sproporzionati che vengono assegnati sulla base di una vasta e crescente gamma di prodotti finanziari da piazzare indiscriminatamente in qualsiasi segmento della popolazione;

perchè chi lavora con un contratto a tempo determinato, in una società per azioni controllata dallo Stato Italiano, lavori con gli stessi diritti di tutti gli altri e non sotto il ricatto aziendale di una riconferma con carichi di lavoro ed orari esagerati.

Il sindacalismo di base, insieme all’Associazione Consumatori Utenti, – comunicano i Lavoratori autorganizzati Poste Italiane, Cobas Viterbo, – sta perseguendo l’obiettivo del ritiro del recapito a giorni alterni ed ha invitato i sindaci ed i consigli comunali (anche quello di Viterbo e di alcuni paesi della provincia) a schierarsi ancora una volta contro l’attuale organizzazione postale ed a partecipare il 3 giugno alla manifestazione nazionale con presidio sotto la sede di Poste Italiane a viale Europa.

Vogliamo che Poste Italiane torni a garantire un servizio pubblico tutti i giorni ed uguale per tutti, che renda centrale il fatto che il servizio pubblico postale non può essere immolato alla logica del profitto restituendo alla comunità la vocazione originaria e sociale di poste italiane e che rimetta al centro l’occupazione, la lotta alla precarietà e la dignità dei lavoratori, non più carne da macello, ma al servizio dei cittadini».