VITERBO – L’Italia è maglia nera in Europa, insieme a Portogallo e Grecia, per la più bassa partecipazione delle micro e piccole imprese agli appalti pubblici. Un trend che deve essere assolutamente invertito se si vuole restituire vigore all’economia nazionale.

 

Questo il quadro analizzato durante l’Audizione di Confartigianato presso la Commissione Lavori pubblici del Senato sulla delega al Governo per l’attuazione delle direttive Ue su appalti e concessioni. «Il recepimento delle direttive europee – interviene Andrea De Simone, direttore di Confartigianato imprese di Viterbo – deve modificare l’attuale situazione che, secondo i dati di uno studio commissionato dalla Commissione Ue, Dg Mercato interno e Servizi, vede partecipare ad appalti pubblici soltanto il 13% delle micro e piccole imprese, nonostante esse rappresentino il 99,4% delle imprese italiane, contribuiscano al 20% della ricchezza nazionale e pesino per il 39% sull’economia reale.

 

Il nuovo Codice degli appalti pubblici, come sottolineato dai vertici di Confartigianato Edilizia, deve essere l’occasione per semplificare le norme sulla materia, valorizzare il ruolo delle micro e piccole imprese, promuovere il rating di legalità. Tra le condizioni per migliorare l’accesso delle piccole imprese agli appalti, imprescindibili sono la semplificazione e la riduzione degli oneri documentali, la diminuzione dei costi per partecipare alle gare, una migliore accessibilità alle informazioni, la territorialità e la proporzionalità nei requisiti di partecipazione alle gare.

 

«È fondamentale – incalza De Simone – che le nuove norme sugli appalti prevedano il coinvolgimento effettivo delle micro e piccole imprese nella realizzazione delle grandi opere». È anche auspicabile che le direttive valorizzino, per gli appalti sotto-soglia, la modalità a ‘chilometri zero’ puntando sulle aziende ‘di prossimità’ rispetto al luogo di esecuzione dei lavori e che si impegnano ad utilizzare manodopera locale.

 

«Dobbiamo inoltre insistere – conclude il direttore provinciale – sulla necessità di fissare modalità e tempi certi per arginare il grave fenomeno dei ritardi con cui le pubbliche amministrazioni liquidano le fatture agli imprenditori». Così come altrettanto necessario è un meccanismo che garantisca il pagamento diretto ai subappaltatori, evitando lungaggini e passaggi intermedi tra le stazioni appaltanti e gli esecutori dei lavori.

 

Per migliorare la qualità di esecuzione delle opere, è opportuno valorizzare il criterio base dell’offerta economicamente più vantaggiosa nella selezione delle imprese che concorrono alle gare d’appalto, e introdurre il criterio di ‘lotto prestazionale’. Infine, in tema di qualità, i vertici dell’Associazione di categoria sottolineano la necessità di rendere più efficiente e trasparente il sistema di qualificazione con criteri più stringenti per accertare la veridicità della documentazione presentata dalle imprese.

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