La Regione Lazio, in collaborazione con l’Università della Tuscia, ha premiato i giovani vincitori della challenge per sviluppare business model e realizzare progetti imprenditoriali innovativi multisettoriali

Si è concluso lo scorso 24 giugno il Contamination Lab Tuscia (CLab Tuscia), laboratorio d’innovazione creato a Viterbo da Lazio Innova in collaborazione con i dipartimenti dell’Università degli Studi della Tuscia (DEB, DIBAF, DISUCOM, DAFNE, DEIM). Cinquanta ore formative nello Spazio Attivo della Regione Lazio, al termine delle quali, con il riconoscimento di crediti formativi, i partecipanti hanno sviluppato il business model di un progetto imprenditoriale innovativo. Ventisette i partecipanti ammessi al percorso tra studenti, ricercatori, laureati, creativi, professionisti, con 8 team ai nastri di partenza che si sono sfidati per il primo Premio di 5mila euro messo in palio da Lazio Innova.

Al termine di una pitching battle finale, sono usciti vincitori Bruno Maria Bizzari (ricercatore DEB), Maria Chiara Caso (laureata in scienze e tecnologie alimentari) e Miriana Santacroce (studentessa in biologia) con il progetto “Mangroves”. Una borraccia innovativa, realizzata con materiali ecosostenibili, dotata di un filtro multistadio che rende potabile qualsiasi acqua consentendo di filtrare anche nano e microplastiche e mantenere inalterate le proprietà organolettiche. La tecnologia, attualmente in fase brevettuale, è frutto di ricerche scientifiche e di metodiche di “green chemistry” sviluppate all’interno del Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università della Tuscia (DEB), nel rispetto dell’ambiente e dell’uomo.

Tra gli altri progetti in gara, “Più per cultura” di Arianna Moncini, Valerio Ventura, Marco Quaglia: un servizio personalizzato per musei e luoghi di cultura con percorsi di visita a misura di bambino; “Bimmers” di Marco Polimeno, Alessio Maurizi, Simone Romani: un progetto formativo, di consulenza e di progettazione nel campo dell’edilizia con metodologia BIM; “ROB-Orto” di Fausto Milan, Michael Bianchi e Caterina Mazzocchi, orti sinergici gestititi attraverso appositi robot.

A tutti i team è stato offerto un periodo di preincubazione e di incubazione gratuita per il primo anno presso lo Spazio Attivo di Viterbo.

Teatro della sfida lo Spazio Attivo di Viterbo che fa parte della più ampia rete di hub dell’innovazione regionale, una delle 45 azioni cardine della programmazione 2014-2020 finanziata dai fondi Strutturali e di Investimento Europei (SIE) e da risorse regionali. Grandi spazi di incontro, aperti ai territori e alla collaborazione con gli enti locali, in cui è possibile accedere a tutti i servizi per le imprese, le startup e la formazione.

La seconda edizione di CLab Tuscia prenderà il via nel 2020.

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