I gruppi consiliari d’opposizione del Comune di Carbognano, lista civica Impegno comune per Carbognano, Cons Rossano Baldinelli e Tristano Quaglia coordinatore Lega Salvini Premier Carbognano, presa visione dell’ultima ordinanza comunale circa la <Disciplina dell’utilizzo delle macchine meccanizzate durante la raccolta e la preparazione dei terreni coltivati a noccioleto>, esprimono il loto profondo rammarico.

«In linea di principio, sosteniamo che una buona regolamentazione della materia si possa raggiungere coinvolgendo le associazioni di categoria così da poter dare voce agli agricoltori che sono, ovviamente, tra i primi destinatari di simili scelte.

Detto altrimenti, ci domandiamo perché non discutere certe decisioni con i diretti interessati, il motivo per cui non si sia gestita per tempo questa situazione, peraltro nota a tutti; perché relegare all’ultimo posto gli imprenditori agricoli, soprattutto in un territorio che fa delle nocciole, e dell’agricoltura in senso lato, la sua punta di diamante?.

Colpisce la poca chiarezza dell’ordinanza. Ci chiediamo, ad esempio, cosa si debba intendere per <assenza di vento> o <prime ore del mattino>.

A tal punto, bisogna sottolineare l’importanza dell’economia agricola nella nostra zona che può contare su circa 20.000 ettari di nocciole, con una produzione pari a 478.400 quintali (dati ISTAT 2018). In estrema sintesi e senza pretesa di completezza, le nocciole della Tuscia generano ricchezza e spegnere l’entusiasmo del settore agricolo, che si deve già difendere dalle politiche europee a favore del Nutri Score, potrebbe rivelarsi fatale per l’immediato futuro. Si segnala, altresì, che la coricoltura è un business redditizio per l’intera area della Tuscia; negare questo aspetto della questione sarebbe miope, a maggior ragione nel delicato momento che il mondo sta vivendo. Peraltro, l’autunno è alle porte e la tenuta economica del paese è a rischio. Anzi, le nocciole viterbesi rappresentano un’opportunità per i giovani agricoltori, e non solo.

Di conseguenza, l’atto amministrativo in esame rischia di assomigliare quasi a una petizione di principio contro una specifica realtà imprenditoriale, presa di mira troppo superficialmente negli ultimi anni. Pertanto, in un’ottica di continua collaborazione, ci auguriamo che si possa quanto prima discutere l’argomento in oggetto, chiamando in causa tutti gli attori della filiera per raggiungere decisioni che tengano conto di tutte le posizioni in campo, essendo quest’ultimo un requisito indispensabile per tutelare il benessere della collettività».