Il Tribunale ordinario di Viterbo, in funzione di giudice del lavoro, aveva sollevato, in riferimento all’art. 97 della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale sul Nuovo Statuto della Regione Lazio per la parte in cui «[g]li incarichi di direzione delle strutture di massima dimensione degli enti pubblici dipendenti sono conferiti dai rispettivi organi di amministrazione e cessano di diritto il novantesimo giorno successivo all’insediamento dei nuovi organi, salvo conferma da parte degli organi stessi», e sull’Ordinamento degli enti regionali operanti in materia di edilizia residenziale pubblica, nella parte in cui stabilisce, che «[l’]incarico di direttore generale è conferito a tempo determinato, per un periodo non superiore a cinque anni, rinnovabile, e ha termine, comunque, con la costituzione del nuovo consiglio di amministrazione».

Le questioni sono sorte nel giudizio relativo al ricorso proposto nei confronti del Commissario straordinario dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (ATER) di Viterbo che, aveva disposto la cessazione del ricorrente dall’incarico di direttore generale della stessa ATER.

Nel procedimento principale si sono costituiti, chiedendo il rigetto del ricorso, il Commissario straordinario dell’ATER di Viterbo, la stessa ATER di Viterbo e, in qualità di terzo chiamato in causa, la Regione Lazio.

La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 55, comma 5, della legge della Regione Lazio 11 novembre 2004, n. 1 (Nuovo Statuto della Regione Lazio), e dell’art. 11, comma 2, della legge della Regione Lazio 3 settembre 2002, n. 30 (Ordinamento degli enti regionali operanti in materia di edilizia residenziale pubblica), sollevate, in riferimento all’art. 97 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Viterbo, in funzione di giudice del lavoro.