Angelo Pieri e Luigia Melaragni

 

VITERBO – Da 105 a non più di 60. La riforma taglia il numero delle Camere di Commercio, pur salvaguardandone la presenza nei territori. E Viterbo ha fatto la propria scelta. Questa mattina, il consiglio camerale ha approvato l’accorpamento della Camera di Commercio di Viterbo con quella di Rieti. La deliberazione sarà ora trasmessa al Ministero dello Sviluppo Economico e a Unioncamere.

“Il processo di riforma dovrà valorizzare il ruolo delle Camere di Commercio, che è quello di accompagnare e sostenere la crescita delle imprese e dei territori, anche con l’assunzione di nuovi compiti sui temi della digitalizzazione e del raccordo tra scuola e lavoro, per favorire la formazione di competenze e l’occupazione”, affermano Angelo Pieri e Luigia Melaragni, rispettivamente consigliere e vicepresidente della Camera di Commercio di Viterbo, oltre che presidente e segretaria della CNA Associazione di Viterbo e Civitavecchia

“E’ una sfida che richiede impegno e responsabilità. Non possiamo nascondere che nell’ultimo anno la riduzione consistente delle risorse a disposizione del sistema camerale ha penalizzato soprattutto le imprese più piccole, perché, per esempio, non ci ha consentito di intervenire come avremmo voluto in settori chiave, come quello della promozione. Con l’accorpamento, ci si pone l’obiettivo di semplificare e razionalizzare l’attuale assetto organizzativo e di rilanciare le funzioni strategiche delle Camere di Commercio”, affermano Pieri e Melaragni.

Perché Viterbo e Rieti insieme? “Sono territori che hanno molto in comune: un tessuto fatto prevalentemente di micro e piccole imprese operose con spiccate vocazioni. In entrambe le province, si integrano l’agricoltura, che vanta produzioni tipiche di eccellenza, il turismo, grazie alla bellezza del paesaggio e alla ricchezza dei beni culturali, l’artigianato, con interessanti realtà innovative che si affacciano sul mercato. Lavoreremo al rafforzamento degli assi di intervento per la valorizzazione di questi settori, sviluppando – concludono – importanti progettualità nel più ampio contesto regionale”.

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