Ad aggiudicarsi la prestigiosa chiocciola Slow Food quest’anno tre osterie nel viterbese: l’osteria caprolatta “Trattoria del Cimino”, per poi scendere verso Farnese, all’osteria “La Piazzetta del Sole” e giungere a Viterbo (precisamente, a Grotte Santo Stefano), con l’osteria “Il Casaletto”. 

Ogni anno la famosa guida Slow Food Osterie di Italia stila l’elenco delle migliori osterie, regione per regione, ed assegna ad ognuno l’emblematica chiocciola. Difficile è definire cosa sia un’osteria: tante accezioni a seconda della regione, diverse specialità culinarie, realtà che cambia altresì con il tempo. Ma ciò che rimane intangibile e immodificabile è la sensazione che il visitatore e il commensale prova una volta entrato nell’osteria: mangiare in compagnia di un generoso e sorridente oste, che serve vino e offre piatti tipici, dal sapore di casa e che fanno pensare ai pranzi domenicali dalla nonna. “Osteria moderna, tradizionale, agriturismo, ristorante di tradizione”, tutto insieme per raccontare la relata italiana, il nostro territorio e le nostre tipicità. 

Tra le migliori osterie del Centro, balzano agli occhi ben 3 osterie della Tuscia. Nelle campagne viterbesi di Grotte Santo Stefano, troviamo l’agriturismo “Il Casaletto”: l’osteria, organizzata su due sale, propone cucina tradizionale e promuove la degustazione dei piatti tipici della zona.

Tra le montagne, la seconda perla della Tuscia: l’Osteria “Trattoria del Cimino”, o meglio “Trattoria del Cimino, da Colombo dal 1941”: una osteria che era nel 1940 e oggi si riconferma punto di riferimento per i migliori palati. 

“La Piazzetta del Sole” sorge a Farnese. Osteria moderna, Miriam e Antonella sono le padrone di casa e offrono ai loro ospiti i cavalli di battaglia della casa: la pasta fatta in casa, le zuppe di legumi a cui si accompagna l’ottimo olio della zona, un’acqua cotta tra le migliori del viterbese, tagliate di ottima qualità e formaggi e salumi di produzione locale. 

Ancora una volta il nostro territorio sforna risorse ed è motivo di orgoglio per i suoi abitanti. A questo punto, noi prenotiamo un tavolo. Voi? 

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