MONTEFIASCONE – La cinquantanovesima edizione della Fiera (sagra) del Vino appartiene ormai al tempo passato, ma le impressioni, le valutazioni e le critiche che, a distanza di circa dieci giorni ancora, si raccolgono tra la gente, non solo sono le più disparate, ma sono anche non del tutto positive; anzi, rispetto alle altre edizioni, sembra che questa non sia stata delle più eccellenti per non dire deludente.

La stessa occupazione della piazza con le quattro cantine non è stata pienamente condivisa, poiché non ha favorito la presenza del pubblico in quanto, lo spazio libero, era rimasto solo quello sopraelevato; nel contempo ha svilito il centro storico che, negli altri anni, era vivacizzato dal passeggiare delle gente nella visite alle cantine.

Al di là della prima sera, con la cerimonia d’apertura, alla quale, oltre la presenza del senatore Giuseppe Fioroni e qualche altro parlamentare, tra l’altro poco conosciuto in Montefiascone, del Vice Questore, non si sono visti altri politici, e, di contro, è stata notata l’assenza delle alte autorità Regionali. Lo stesso pubblico, stando anche alla documentazione fotografica, non è che abbia partecipato in modo massiccio come altri anni; molti, infatti, quasi a metà cerimonia, se ne sono andati in quanto, della scena di rievocazione della scritta EST! EST!! EST!!!, davanti alla Porta di Borgo, intasata dagli addetti a lavori, dalle personalità presenti e dai tamburini del corteo storico, non riuscivano a vedere nulla ed a capire di meno di quanto veniva detto.

Una particolare negativa critica è stata sollevata da tutti a carico dell’alto volume usato in tutti le esibizioni canore del dopo cena; volumi assordanti che non consentivano neanche il poter parlare tra una persona e l’altra se non mettendo la bocca quasi a contato con l’orecchio dell’altro dialogante. Esibizioni che, tolta quella del maestro A. Rocchetti della Cover Band Vasco Rossi, che ha ricevuto un grande successo e grandi apprezzamenti dal veramente numeroso pubblico presente, non è che siano state di così grande valore. Un buon risultato lo ha avuto lo spettacolo degli sbandieratori su P.le Mauri, ove la presenza del pubblico è stata valida, anche se, togliendo i parenti degli artisti, non è che sia stata così numerosa; infatti, già nella seconda parte dello spettacolo, si è notato l’inizio del deflusso dalla piazza.

Un grande successo poteva aver avuto la serata dei carri allegorici, che è risultata tecnicamente mal gestita cosi ché è terminata nel peggiore dei modi, con lo scellerato gesto dell’apertura delle transenne effettuata, tra l’altro, da uno degli addetti ai lavori, il quale ha prodotto l’invasione della spazio protetto e, l’immediato saggio intervento del maresciallo dei carabinieri di turno che, tempestivamente è intervenuto, facendo, prima sgomberare il percorso dagli uomini dell’AS.VO.M. Protezione Civile i quali, in pochi minuti, dimostrando alte capacità professionali, hanno fatto rientrare la gente oltre le transenne, poi, saggiamente e contrariamente a quanto previsto, ha decretato la fine della manifestazione, ordinando l’immediato rientro dei carri in Via Card. Salotti, evitando l’accadere di fatti gravi.

La pubblica illuminazione spenta, quindi con P.le Roma buio, non ha consentito la corretta visibilità necessaria dei carri per apprezzarne a pieno la loro bellezza ed il certosino lavoro fatto da chi, con sacrifici e generoso impegno, li aveva allestiti; come pure non si sono potuti ammirare i bei colori dei costumi dei gruppi mascherati che facevano corona ai carri stessi; lo stesso balletto, tra l’altro di breve durata, delle “Brasiliane” sul palco, non è stato gustato come le numerose persone accorse avevano previsto.

Molti apprezzamenti dal numeroso pubblico accorso per la giornata del Corteo Storico, realtà ormai radicata nella città della quale, oggi, è quasi un simbolo, con la sua prima sfilata, nella mattinata, per la cerimonia della S. Messa nell’ampliamente suggestiva Basilica di S. Flaviano ed unica al mondo per gli stili architettonici in essa presenti e talmente ben fusi insieme da risultare un’unicità surreale; quindi la seconda esibizione, nella serata, con la rievocazione storica della morte di Defuk. Accanto alla giornata del corteo storico, vista la presenza di un grande pubblico, è stata molto apprezzata anche la serata della gara delle botti vinta dalla contrada di S. Flaviano e la pigiatura dell’uva vinta dalla contrada La Rocca. Uno spettacolo, questo, che coinvolge direttamente le quattro contrade del centro storico della città vulsinea ripercuotendosi su tutte le persone ed i turisti presenti in città.

Alla chiusura della Fiera poi la grande attesa per l’estrazione della ricca tombola che è slittata di oltre un’ora, finendo nella prima ora del giorno sedici, tra i diversi fischi che si levavano dalla piazza per il notevole ritardo, il quale, tra l’altro, si andava sempre più accumulando in quanto mancavano diversi numeri nella sacchetta della tombola e quindi si è dovuto rimediare una serie completa, nel trambusto, che lasciamo alla vostra considerazione per come si sia sviluppato. Fiera (sagra) iniziata in sordina, finita in commedia.

Pietro Brigliozzi

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