Serve unità di intenti tra istituzioni, imprenditori e associazioni di categoria per migliorare la mobilità nella Tuscia”.

Il consigliere regionale Enrico Panunzi (Pd) ha partecipo ieri alla Camera di commercio di Viterbo al convegno sulle infrastrutture della Tuscia organizzato da Filca Cisl Lazio Nord. Il vice presidente della decima commissione ha toccato vari temi. Centrale quello della trasversale.

Quando siamo arrivati nel 2013 in Regione, la precedente amministrazione aveva mantenuto l’impegno di finanziare il 10%. – afferma Panunzi – Anas voleva la copertura totale. L’opera è stata aggiudicata dopo due anni e, nonostante il debito di 12 miliardi di euro, abbiamo trovato i 110 milioni necessari a far partire i lavori, che sono conclusi. Siamo nella fase di collaudo dell’infrastruttura”.

Un progetto importante, ma incompleto per i lacci della burocrazia. “Sarebbe già stato possibile superare l’arco di Monte Romano con i ribassi. – sottolinea il vice presidente della decima commissione – Una legge “barocca” però lo impedisce. Ci sono poi le risorse per completare l’ultimo tratto. Ma c’è il ricorso al Tar ed eventualmente quello al Consiglio di stato. Ritardi su ritardi che danneggiano il nostro territorio. Questa è la situazione e cambiarla appare oggettivamente difficile. Ci sono stati ministri, assessori, commissari per la semplificazione. Ma nessuno ha mai portato a casa risultati concreti”.

Esiste una maggioranza silenziosa che va ascoltata. “Dobbiamo smetterla di seguire chi urla di più. – aggiunge il consigliere regionale – Non è possibile andare avanti in questo modo. Non dobbiamo chinare la testa ma iniziare a fare proprie le istanze delle tante persone che hanno un’opinione diversa dagli “strilloni” tanto di moda oggi”.

Infine, serve un patto per la mobilità. “Questo convegno è un fatto positivo. – conclude l’esponente del Partito democratico – Esiste la volontà comune di migliorare le infrastrutture, consapevoli che solo in questo modo è possibile garantire una rete capillare, anche per raggiungere le zone più lontane e isolate. Il sistema dei trasporti va gestito in modo rigoroso ma ha dei costi sociali che non possono essere eliminati, per garantire il diritto allo spostamento”.

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email