In data 19 maggio ho presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Presidenza del consiglio dei Ministri, al Ministro dello Sviluppo Economico ed al Ministro dell’Ambiente per capire se fosse intenzione del Governo riportare nuovamente il progetto pilota geotermico, che insiste sul Comune di Castel Giorgio, in Commissione di Valutazione Ambientale, a fronte del recente rinnovo della commissione stessa.
A rispondere al mio atto di sindacato ispettivo è stato per primo il Ministro allo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli. Nella risposta al Ministro, che ripercorre sinteticamente le tappe dell’iter autorizzativo, ho letto due aspetti fondamentali.
Il primo riguarda la mancata considerazione del terremoto del 1957 nelle fasi di valutazione presso il Ministero, un evento che non viene menzionato e che invece ritengo debba essere tenuto in viva considerazione a fronte del forte impatto che ebbe pochi decenni fa. Il secondo aspetto è legato all’attuale vulnerabilità sismica dell’area di Castel Giorgio e del bacino vulcanico del lago di Bolsena, che il Ministro Patuanelli rimette all’attenzione del Ministro all’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per una nuova valutazione.
Ricordo infatti che, ormai da qualche mese, si susseguono degli sciami sismici, proprio nell’area dove dovrebbe sorgere l’impianto di geotermia a Castel Giorgio. Sciami che anche il presidente dell’Ingv, il dott. Carlo Doglioni, ha dichiarato, appena poche settimane fa, essere potenzialmente pericolosi. Sul tema si è espresso anche un importante sismologo, il geologo InGV Alessandro Amato, che ha classificato le zone tra Orvieto e Bolsena ricche di “insediamenti … con una vulnerabilità piuttosto elevata”.
Sulla vicenda rimane un grande punto interrogativo, non di poco conto, a cui spero, molto presto, il Ministro Sergio Costa possa dare risposta.
Nel frattempo seguo con molto interesse l’iter dei ricorsi presentati al Tar dai Comuni, dalla Regione e dai cittadini. Sia su Castel Giorgio che per l’impianto di Torre Alfina. Sono sempre più convinto che quelle zone geografiche meritano ben altro tipo di investimenti da parte dello Stato, magari di natura turistica ed enogastronomica, non certo geotermica ad elevata entalpia.