Il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza scrive a Zingaretti e al direttore dell’Ufficio scolastico regionale per il Lazio, per un sostegno ai nuclei familiari meno abbienti

Voucher per l’acquisito di strumentazione tecnologica (Pc, tablet, stampanti) e la possibilità di avere internet gratuito nelle abitazioni delle famiglie prive di accesso alla rete con figli in età scolare. E’ quanto chiede il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Jacopo Marzetti, con una lettera indirizzata al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e al direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per il Lazio.

Marzetti ricorda che tutte le scuole si sono organizzate con metodi di didattica a distanza, per dare ai bambini la possibilità di seguire le lezioni e di mantenere una relazione, seppur virtuale, con i compagni di classe e con gli insegnanti. “Purtroppo, però, – scrive Marzetti – la situazione non è così semplice per tutti, dal momento che molte famiglie non hanno internet, tantissimi bambini non hanno il computer, una stampante e per molti di loro la chiusura della scuola sta rappresentando la perdita dell’unica occasione per potersi sentire parte di una comunità”.

“Per prevenire al meglio situazioni di disagio – prosegue Marzetti – che possano coinvolgere, loro malgrado, soggetti di minore età e le loro famiglie, e per garantire a tutti il diritto allo studio, come sancito nella Convenzione Onu per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, in accordo con quanto già previsto dall’Autorità nazionale e regionale, sono a chiedervi un’attenzione particolare a tali nuclei familiari, ponendo loro degli aiuti concreti quali, ad esempio, dei voucher per l’acquisito di strumentazione tecnologica (Pc, tablet, stampanti) e la possibilità di avere internet gratuito presso la loro abitazione”.

Non dimenticando, inoltre, – prosegue Marzetti – l’importanza della “didattica classica” è necessario prevedere dei supporti per l’acquisto di materiale di cancelleria quale ad esempio, quaderni, colori, matite, penne. Tutto questo – conclude il Garante dell’Infanzia – chiedendo ai dirigenti scolastici e agli insegnanti un coinvolgimento diretto vista la conoscenza territoriale e familiare della popolazione scolastica afferente ai loro istituti”.