«Giuseppe Bianchini – scrive Ernesto Malatesta – ci ha lasciati quasi di soppiatto ieri sera nell’ospedale di Roma A, Gemelli. Insieme a lui se ne sono andati la caparbietà, la voglia di fare e di esserci, il protagonismo non fine a se stesso, ma esteso per tutti a documentare quella smania che lui stesso ha dimostrato per la ricerca storica, l’amore per i libri, la dedizione alla Banda Musicale come musicista, per la quale è stato premiato per anzianità e dedizione il 15 settembre ultimo scorso.

Di libri ne ha scritti tre e il il quarto è pronto per le stampe. L’unico fabrichese che ha ricostruito la storia della comunità, i suoi personaggi, aneddoti, folclore ed altro.

Chi scrive l’ha visto appena neanche un mese fa fuori casa intento al suo trattore, per dargli una foto per il libro sulla Banda Musicale di Fabrica Di Roma, da consegnare in tipografia in questi giorni. Lui che era calmo ma attento come dicevano i latini festina lente sbrigati lentamente, non ha raggiunto l’obiettivo di vedere la sua quarta fatica per raccontare l’ amata Banda Musicale R. Poleggi racchiusa e riferita con dovizia di particolari, e in veste tipografica sgargiante come voleva lui.

Giuseppe Bianchini nella vita ha sempre svolto l’attività di agricoltore, per scrivere i libri ha sottratto, ma poco, la dedizione all’agricoltura. Per la ricerca storica nelle biblioteche e archivi, infatti, sceglieva il tempo durante l’inverno, quando la campagna si riposa lui lo vedevi passare con la sua borsetta a prendere il treno per Roma o Viterbo o in qualche altro paese dove poteva attingere da certezze storiche, la storia di Fabrica Di Roma tramandataci dagli Etruschi Falisci in poi.
Ci sarebbe molto altro da dire di lui, basterebbe appena un libro. Peppino, per i compaesani, ha avuto anche l’impegno politico e associativo, per anni presidente della Agricoltori Diretti, amato e vituperato per l’idea politica. E’ riuscito, tuttavia a mantenere integra la sua linea di storico,seppur locale, prodigandosi come accompagnatore e guida per i giovani scolari e studenti nella zona archeologica del nostro centro e nei palazzi storici o nobiliari. Sempre presente negli incontri culturali dove lasciava le sue perle di saggezza e conoscenza.
Che possiamo ancora dire, succintamente, dell’amico Peppino: che era conosciuto nei vari ambienti storico-letterari, in metà Provincia, da Sindaci e Assessori come dalla gente comune e curiosa della storia e della vita.

Alla famiglia, la moglie e i figli, agli amici ed estimatori un pensiero di compianto. Il rito funebre si svolgerà domani 28 settembre alle ore 15,30 nel Duomo che lo ha visto in tante occasioni liete e tristi. La Santa messa sarà officiata dal parroco Don Luigi Peri».

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