I custodi della Rocca dei Papi in Montefiascone, sono ormai da molti anni costretti a lavorare in un luogo pericoloso, e, per diversi motivi, non conforme a quanto stabilisce il Decreto Legislativo n. Ottantuno del Duemilaotto, ormai a tutti noto, per le sue disposizioni obbligatorie sui luoghi di lavoro e la sicurezza di chi ci deve operare.
In primo luogo va sottolineata la ristrettezza della superficie del locale, identificabile intorno a circa due metri quadrati nei quali il custode di turno deve passare le sue ore di lavoro giornaliero.

Lo stesso locale non ha una finestra, per cui, il custode deve tenere costantemente la porta metallica aperta per controllare i visitatori ed avere la luce per svolgere il suo lavoro. Porta che, nel suo essere sempre aperta, anche in condizioni atmosferiche non favorevoli, costringe il personale ad essere continuamente esposto a vento, pioggia, freddo e quant’altro.

All’interno vi è anche un quadro elettrico, vecchio, privo di ogni protezione sui comandi costituiti da componenti ormai logori, per cui vi è anche un’alta percentuale di rischio.

L’Attuale Amministrazione del sindaco M. Paolini, negli ultimi tempi, con l’introduzione del pagamento del biglietto d’ingresso al monumento, vi ha installato anche un registratore di cassa ed ha investito i custodi del compito di emettere biglietti, senza che, a quanto ci è dato sapere, abbiano frequentato alcun corso di specifica formazione ed aggiornamento professionale.

Così i custodi sono incaricati di raccogliere e movimentare denaro, anche in questo caso, senza alcun specifico indennizzo.

Senza dimenticare, inoltre, che si è aggiunto uno strumento elettronico che, in un certo qual senso, va ad aggravare la già poco chiara situazione dell’impianto elettrico.

Pietro Brigliozzi

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